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Cose da fare durante uneclissi




Mettete gli occhiali con il filtro, suonate i tamburi e fate la pace: consigli antichi e moderni per vivere al meglio un'eclissi di sole

Il prossimo 20 marzo, in coincidenza con l’equinozio di primavera, si verificherà un’eclissi parziale di sole dovuta al passaggio della luna davanti al nostro astro.

Il fenomeno, che avviene con regolarità più o meno sempre nello stesso periodo dell’anno e a intervalli regolari (18 anni, 10 giorni e 8 ore o 11 giorni se si tratta di un anno bisestile), sarà visibile dall’Italia dalle 9.00 del mattino alle 11.45 circa. I primi a vedere l’oscuramento del Sole saranno gli abitanti di Cagliari alle 9.16, poi quelli di Roma (9.23), di Milano (9.24), di Napoli (9.25) e di Lecce e Trieste (9.30). Il momento di massimo oscuramento è previsto a un’ora dall’inizio dell’eclissi, verso le 10.30.

 

Cose da fare secondo i moderni
Tre sono i consigli per osservare un’eclissi: non guardare direttamente il sole, non utilizzare come schermi vecchie pellicole, radiografie, vetri affumicati o comuni occhiali da sole e munirsi invece di appositi occhiali disponibili anche online a costi contenuti, occhiali da saldatore acquistabili dal ferramenta e filtri per la fotocamera (se l’intenzione è quella di immortalare l’evento con qualche scatto-ricordo).

Le eclissi di sole hanno da sempre affascinato l’umanità, dando vita a miti e leggende che oggi sono fonte di studio non solo per gli antropologi, ma anche per istituzioni come la Nasa.

 

Immaginate ora di essere un antico abitante del pianeta e di vedere l’astro, che sorge ogni giorno e tramonta ogni notte trainato magari dal carro di un dio, scomparire dietro un’ombra scura. Cosa succede in cielo? E’ in corso una lite tra gli dei? E’ presagio di sventura? Come comportarsi?

Cose da fare secondo gli antichi
Un suggerimento comune che arriva da diverse popolazioni antiche è quello di fare molto rumore. Se vi trovaste nella Cina di migliaia di anni fa, per esempio, credereste che un drago stesse cercando di divorare il sole e dovreste quindi cercare di scacciarlo con l’aiuto di tamburi e pentole. Questa tradizione è sopravvissuta fino al secolo scorso.
 

Altro suggerimento è quello di smettere di litigare, fare pace e lasciare da parte i vecchi rancori. In Togo e Benin si crede ancora oggi che l’eclissi rappresenti una lite tra Sole e Luna e che tocchi alle persone comuni aiutarli nella riconciliazione facendo appunto la pace, mentre a Tahiti era interpretata come un congiungimento amoroso tra i due astri. Per gli antichi Navajo (i cui discendenti seguono tuttora le tradizioni) secondo la studiosa di cultura dell’astronomia Jarita Holbrook, durante un’eclissi è necessario stare in casa con la famiglia, intonare canti particolari ed evitare di mangiare, bere e dormire per mantenersi in equilibrio con l’Universo.

Autore: 1406 1406



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