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Bilancia con Acquario




L'unione tra Bilancia e Acquario è potenzialmente solida

Entrambi segni d'Aria e quindi accomunati da alcune caratteristiche simili: l'amore per ciò che è bello, l'affabilità, l'espansività, il piacere di stare in compagnia.

La loro relazione può mantenersi sana e serena nel tempo e donare loro gioie e soddisfazioni, però, solo qualora la Bilancia accetti l'indole poco prevedibile dell'Acquario, che, improvvisamente, può chiudersi in se stesso senza apparente motivo.
 

Autore: 1406 1406



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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare



Meditazione: Sguardo Globale

Metodo praticato in oriente,e pratico mezzo per sviluppare consapevolezza. Inizialmente si può praticare nei momenti liberi, come una meditazione statica, per poi integrarlo nella vita quotidiana. Seduto o mentre stai facendo qualsiasi cosa, inizia a respirare profondamente e sentiti centrato, totalmente immerso nel momento presente. Poi si passa all’esercizio vero e proprio che da principio, per prendere dimestichezza con questo tipo di sguardo, si può fare osservando un oggetto o la tua stessa mano. Metti la mano di fronte a te (o un oggetto che hai scelto) ed inizia a guardarla in ogni sua parte, nel caso della mano osserva le dita, le linee di cui è composta e se hai un anello guarda anche quello. Trascorri qualche minuto a guardare la mano dettaglio per dettaglio, attento a ciascun pensiero o emozione che in quel momento emerge. In seguito respira ancora lentamente e profondamente, portando di nuovo la tua consapevolezza alla mano, ma questa volta osservandola come un tutto, con lo sguardo sfocato, che abbracci l’intera mano senza concentrarsi sui particolari. Lascia che gli occhi diventino morbidi, ricettivi, in modo che la tu possa vedere le dita, il palmo, l’intera mano simultaneamente, senza focalizzare la vista in alcun punto. Anche mentre guardi in questo modo osserva te stesso: se senti gli occhi in modo diverso, se il respiro è cambiato, se sei più rilassato e presta attenzione ai pensieri, sensazioni o emozioni che attraversano la tua consapevolezza. Puoi continuare a passare da uno sguardo all’altro ed in questo modo notare i cambiamenti.
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Generalmente, quando le persone guardano l’oggetto nel dettaglio, sperimentano una tensione del corpo e un maggior senso di concentrazione verso l’oggetto stesso, la mente tende ad essere più attiva, ci si sente più critici nei confronti dell’oggetto e spesso si sperimenta un maggior senso di separazione tra loro e l’oggetto. Quando passano allo sguardo globale, invece, molti riferiscono di sentirsi molto più rilassati, che il respiro diventa più profondo, lento, diminuisce la tensione, si prova accettazione verso l’oggetto ed alcuni riescono a percepire una profonda comunione con esso. Metafisicamente esiste una differenza sostanziale tra ciò che accade quando si guarda con la vista focalizzata e quando si sperimenta lo sguardo d’insieme: nel primo caso avviene che l’energia fuoriesce in direzione dell’oggetto osservato, mentre invece, nello sguardo globale, l’energia smette di fuoriuscire e torna all’interno, creando un’armoniosa circolazione d’energia che stimola la consapevolezza del centro energetico del cuore e di quelli superiori.
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Dopo aver sperimentato questo sguardo con la mano, oggetti, oppure amici, si può passare a introdurre la tecnica nel quotidiano, praticandola in ogni momento del giorno e della notte, qualsiasi cosa stiamo facendo. Guardando un bel panorama, o un tramonto con lo sguardo globale, si provano sensazioni molto profonde, ci si sente uniti ad esso in un modo che esula dall’ordinario. Un altro aspetto di questa tecnica è guardare le persone intorno a te con lo sguardo d’insieme e si può fare in ufficio, al supermercato, in autobus oppure in un occasione pubblica, osservando contemporaneamente anche te stesso. 





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