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Il significato del Natale




Afferrare con amore il significato del Natale

"Nell'epoca dell'anima cosciente dovrebbe avvenire un totale oscuramento del mondo spirituale per la coscienza dell'uomo se l'anima cosciente non riuscisse a fortificarsi tanto da poter volgere indietro lo sguardo con comprensione verso la sua origine divina. Se vi riesce essa trova il Logos universale, quale Entità capace di ricondurla indietro compenetrandosi dell'immagine potente che rivela quello che è avvenuto sul Golgota.

L'inizio di questa comprensione sta nell'afferrare con amore il significato del sacro Natale universale che ogni anno viene solennemente ricordato. Il rafforzamento dell'anima cosciente avviene infatti in modo che essa faccia entrare il caldo amore che scorre più sublime che mai quando si rivolge al bambino Gesù che nella sacra notte di Natale universale compare sulla terra.

Facendo agire su di sé l'evento spirituale più sublime dell'evoluzione cosmica, che è contemporaneamente un'evento fisico, l'anima si mette sulla via di accogliere il Cristo in sé. Il mondo umano deve essere riconosciuto in modo che esso riveli in Cristo il Logos primordiale ed eterno che, nella sfera dell'entità divino-spirituale inizialmente legata con l'uomo, lavora all'evoluzione dell'entità spirituale umana.

Dirigere con amore il cuore umano a questo nesso cosmico è il vero contenuto di questa festa del ricordo che annualmente si ripresenta all'uomo in occasione del sacro Natale universale.

Se un amore siffatto vive nei cuori umani accende del suo fuoco la fredda luce dell'anima cosciente. Se questa dovesse rimanere priva di tale fuoco, l'uomo non arriverebbe mai a permearla di spirito: egli morrebbe nel gelo della coscienza intellettuale senza arrivare allo svilippo dell'anima cosciente ma arrestandosi allo sviluppo dell'anima razionale.

Sentire e sperimentare il Natale in questo modo può rendere presente all'anima come si annunci all'uomo la gloria degli esseri divino-spirituali che nelle loro immagini si rivelano negli spazi stellari e come sulla terra avvenga la liberazione dell'uomo dalle potenze che vogliono allontanarlo dalla sua origine primordiale."

Rudolf Steiner

Autore: 1406 1406



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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare





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