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Contributi per laddestramento mentale




Contributi per l’addestramento mentale, di Tiziano Bellucci

Da tempo sto cercando di integrare alcune metodologie tratte dalle tradizioni ermetiche con la pratica iniziatica di R. Steiner.
Vorrei suggerirne alcune.
1- Osservazione dell’attività mentale
2- Educazione alla potenza di distrazione
3- Disciplina o concentrazione dell’attività mentale
4- Subordinazione, dominio dell’attività mentale
Ogni esercizio deve essere eseguito giornalmente, per un minimo di 5 minuti e un massimo di 10 minuti.
1- Osservazione dell’attività mentale: si tratta di presidiare, esaminare attentamente gli avvenimenti che compaiono nella mente con completo abbandono. Porsi come puro osservatore attivo dei vari pensieri che si affacciano spontaneamente nella coscienza. In questo esercizio, l'allievo non deve bloccare alcun pensiero, ma soltanto osservare ciò che si presenta. Non bisogna “controllare”, né trattenere nè praticare nessuna modificazione nel panorama pensante, ma solo mantenere la “presenza di sé”, ricordando si di sé: quale testimone che assiste al sorgere spontaneo delle varie immagini pensanti. Una volta stabilita la prospettiva in qualità di solo osservatore, la moltitudine dei pensieri che si presentano normalmente diminuirà spontaneamente e in modo completamente naturale.

2- Educazione alla potenza di distrazione: lo scopo è di gestire le distrazioni che si presentano nella vita giornaliera, disciplinando i pensieri in modo che riguardino soltanto l'operazione in corso, dedicandosi e portando l’attenzione solo verso all’attività che si sta eseguendo, senza distrazioni, evitando disattenzioni. Per esempio, se si sta guidando verso il luogo di lavoro, ci si deve esercitare evitando di far sorgere pensieri che non hanno niente a che vedere con l'atto di guidare. Si deve imparare ad allontanare rapidamente la distrazione e focalizzare nuovamente l'attenzione sull'operazione in corso.

3- Disciplina o concentrazione dell’attività mentale: sedendosi con gli occhi chiusi, si sceglie un singolo pensiero e si evita l'intrusione di tutti gli altri. Concentrazione. Si tratta in questo caso di mettere a fuoco la vostra mente su un singolo pensiero ed evitare l'introduzione di ogni altro pensiero. È meglio, in questo caso, cominciare con un pensiero semplice, un oggetto costruito dall’uomo: si tratta ora di pensare tutto il “pensabile” inerente all’oggetto . Uso, forme, costruzione, origine. Ogni volta che la mente vaga, portarla saldamente e nuovamente al pensiero scelto.

4- Subordinazione, dominio dell’attività mentale: occorre rilassarsi, chiudere gli occhi e raggiungerei un vuoto mentale, un'assenza totale di pensieri. Quando un pensiero si presenta, bisogna imparare ad allontanarlo in modo ostinato e riguadagnare il vuoto mentale. Il modo più facile per raggiungere il vuoto mentale è di procedere a tappe. In primo luogo focalizzare la vostra mente su un singolo pensiero, in seguito eliminare anche questo.

E’ fondamentale dotarsi di un “diario” per annotare scrupolosamente i progressi quotidiani: tale diario deve seguire gli eventi di un programma prefigurato anticipatamente, giorno per giorno, settimana per settimana.

Unicornos

Autore: 1406 1406



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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare





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