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Karma e animali




Ogni pena ha la sua conseguenza, non può prodursi né un dolore né una morte, che non sia causa di qualcosa che rinascerà

Durante tutta l' evoluzione, gli uomini sono sempre stati per gli animali, causa di sofferenze e di morte. Dal punto di vista del Karma, si trova ingiusto che l' animale che non si reincarna (individualmente) debba soffrire e, per quanto concerne gli animali superiori, debba avere fino ad un certo grado, la coscienza della morte...(e non dovrebbe risultarne un pareggio karmico). E' evidente che l' uomo deve pagare dopo morto, nel kamaloka, per tutte le sofferenze che ha arrecato alle bestie, ma non è di questo che vorrei parlare in questo momento, ma soltanto di ciò che deve "riparare" la sofferenza degli animali. Mettiamo in chiaro la cosa: se si riflette sulla immensità di dolori che l'uomo ha provocato al regno animale, al numero di bestie uccise, ci domandiamo: che senso hanno queste sofferenze e queste morti per l' evoluzione?. Le indagini occulte ci dimostrano che ogni sofferenza risentita da un essere dotato di sensibilità, all' infuori dell' uomo, e ogni morte, è un germe che avrà conseguenza nel futuro. Gli animali sono voluti dall' evoluzione divina, ma non hanno, come l' uomo, un Io che si reincarni. Ora se l'uomo interviene arbitrariamente in questo piano pieno di saggezza, se distrugge o tormenta degli animali, che avviene?. Queste morti, questi dolori che egli ha causato, si trasformano; non è l' animale che si reincarna, ma quello che ha "provocato" la sofferenza e la morte. Non la bestia che ha sofferto, ma quello che continua ad agire. Questi dolori, queste pene, risvegliano l' animalità. Non esiste sofferenza che non reclami una riparazione, un compenso. Ad ogni dolore provocato risulterà in avvenire una sensazione contraria come pareggio. Vorrei farvelo capire nella sua realtà concreta: quando la nostra terra avrà subìto la sua metamorfosi verso un nuovo globo (Giove), gli animali non riappariranno nella forma odierna, ma tutte le sofferenze, risveglieranno delle forze avide di riparazione che si mescoleranno alla vita dell' uomo sotto forma simile a quella dei parassiti, e quello che allora sentiranno gli uomini, creerà il pareggio ai dolori precedentemente da essi provocati.....L' uomo soffrirà e l' animale avrà il pareggio dei suoi dolori in un certo benessere, in buone sensazioni. D' altronde, per quanto sembri strano, questa riparazione ha già avuto lentamente un inizio. Perché sono gli uomini disturbati, tormentati nella loro salute, da esseri che non sono né piante, né animali.....ma stanno fra i due e che risentono voluttà quando l' uomo soffre.....intendo i bacilli, i microbi ed altre creature analoghe?......Ogni pena ha la sua conseguenza, non può prodursi né un dolore né una morte, che non sia causa di qualcosa che rinascerà. RUDOLF STEINER (da O.O. 143).

Autore: 1406 1406



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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare





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