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Il Karma e i dettagli della legalit Karmica




Sapete che il karma, nella vita spirituale, è la grande legge di causa ed effetto, e che questa legge del karma è presa in considerazione dalla Scienza dello Spirito in quanto si applica alle vite terrestri successive

Parliamo di reincarnazione e di karma come di due cose che
vanno di pari passo. Ora, come probabilmente sapete, questa
legge del karma è concepita spesso un po’ esteriormente,
come se si trattasse unicamente di una specie di
ricompense e di punizioni susseguentisi da una incarnazione
all’altra, cosicché, quando ad un uomo in un questa
vita accade qualcosa di brutto o di cattivo, dovrebbe
proprio dirsi: ho meritato questo per colpa di uno sbaglio
che ho commesso in una vita precedente. Oppure: se faccio
questo o quello, nella prossima vita avrò la ricompensa o la punizione corrispondente. Ma
la cosa non è cosí semplice. Colui che vuole capire questa legge del karma, deve studiare piú a
fondo la natura dell’uomo e la sua intera entità.
La legge del karma e della reincarnazione, la legge delle vite terrestri successive, subisce gli
attacchi piú violenti da parte degli avversari della Scienza dello Spirito, a cominciare dalle
formule tipo: «Ne ho abbastanza di una vita terrena», «Non vorrei vivere questa vita piú volte», e
fino all’affermazione che si tratta di una dottrina che induce alla passività, alla rassegnazione
di fronte ad un cieco destino. Vedremo in dettaglio questa opposizione e, ad ogni obiezione, se
studiamo tutto lo svolgimento del karma, troveremo quello che si deve rispondere. Per questo,
anche se l’abbiamo già spesso sentito, dobbiamo ricordarci cos’è l’uomo in un senso piú profondo.
Come sappiamo, l’uomo è composto in primo luogo di un corpo fisico, che si può vedere con i
propri occhi e toccare con le proprie mani, che è oggetto di ricerche ed esami da parte della
scienza fisica, che l’anatomia disseziona, che si conosce nella vita ordinaria. Molti uomini, che
pensano in modo materialistico, considerano questo corpo fisico come la sola cosa esistente dell’entità
umana.
Come secondo costituente di quest’entità, dobbiamo considerare il corpo eterico, o corpo vitale.
Si tratta del corpo che è costituito da una sostanza fondamentalmente differente da quella del
corpo fisico. Non basta nemmeno dire che la materia, la sostanza di cui è costituito questo
corpo, è fondamentalmente piú sottile di quella del corpo fisico. Abbiamo piuttosto a che fare
con una “sostanzialità” totalmente diversa. È una materia di forza attiva. Questa materia
eterica, che non ha niente a che vedere con quello che in fisica si chiama etere, ha qualcosa di
creativo, è proprio un elemento costruttore. Il modo migliore di rappresentarsi il corpo eterico
è di immaginarlo con pressappoco la stessa forma del corpo fisico, ma traslucido, pure se non
totalmente trasparente, anche per degli uomini chiaroveggenti. È diafano; se esistesse da solo, si
potrebbe dunque attraversarlo, ma nello stesso tempo esso è creatore, cosicché gli organi fisici
dell’uomo sono costruiti partendo da esso. Il cuore, i polmoni, il fegato e cosí via sono costruiti a
partire da questo corpo eterico. Dal punto di vista materialistico si potrebbe dire: allora, il corpo
eterico dovrebbe essere minuscolo in un bambino. Ed è proprio cosí. Non dovete esserne scioccati,
perché dobbiamo considerarlo piú come una forza che può, in certe circostanze, occupare uno
spazio piú piccolo di quello che essa crea in seguito. L’Archetipo – Gennaio 2015 41
Abbiamo dunque qui a che fare con la vita che crea, con un corpo creante che è il fondamento
del corpo fisico, quello che possiamo toccare nello spazio. Questo corpo eterico è il portatore delle
abitudini dell’uomo. È prima di tutto il portatore della memoria e del temperamento, in breve di
tutto quello che sono le qualità psichiche che permangono nell’uomo. Quando parliamo di psichismo
dell’uomo, intendiamo soprattutto il temperamento e la disposizione originaria del carattere.
Questo si esprime, dal punto di vista della forma, nel corpo eterico.
Il terzo componente dell’essere umano è il corpo astrale. Esso riempie e circonda il corpo
dell’uomo come un’aura luminosa nella quale sono visibili le pulsioni, i desideri e le passioni.
È già stato spesso descritto.
Un quarto componente dell’essere è quello che ci appare nella coscienza di sé propriamente
detta, nell’Io. Le altre membra dell’entità umana sono presenti come forma di predisposizione
germinativa e hanno la loro sede in questo Io.
Nella prospettiva dell’evoluzione karmica, sono le componenti dell’entità umana appena citate
ad interessarci principalmente. E qui dobbiamo rappresentarci prima di tutto una cosa, un
fatto della vita che è importante. Se gettate uno sguardo retrospettivo sulla vostra vita passata,
se ritornate alla vostra infanzia, potete dirvi che avete
imparato molte ma molte cose. Ci fu un tempo in cui
non sapevate né leggere né scrivere, in cui ignoravate
tutto del divenire del mondo, della storia, della letteratura
e anche di molte altre cose. Adesso sapete tutto questo, è
diventato qualcosa che è di proprietà della vostra anima.
Ma c’è ancora qualcosa che conoscete. Sapete che si possono
imparare molte cose senza cambiare un granché delle
proprie disposizioni originarie di carattere e temperamento.
Ci sono uomini che hanno imparato moltissime
cose nel corso della loro vita e hanno riempito la loro
anima di tutto il sapere possibile, ma che, malgrado tutto,
devono dirsi: una volta ero collerico ed oggi lo sono
ancora. Oppure, al contrario: ero flemmatico e lo sono
rimasto; una volta, avevo quella o quell’altra abitudine,
oggi le ho ancora. È vero che esistono anche degli uomini
che si sono trasformati molto e che hanno notevolmente
trasformato le loro disposizioni psichiche caratteriali. Forse non esiste nessuno che non abbia
proprio cambiato nulla delle proprie predisposizioni. Se gettate uno sguardo retrospettivo alla
vostra infanzia, dovrete dirvi alla fine che, da allora, avete trasformato molte cose. Ma allo stesso
tempo constaterete che c’è lo stesso rapporto fra l’osservazione e l’apprendimento, e la trasformazione
delle disposizioni caratteriali, che esiste fra la piccola e la grande lancetta dell’orologio.
La trasformazione del carattere e del temperamento procede lentamente come la lancetta delle
ore dell’orologio, mentre l’assimilazione delle osservazioni della vita va piú in fretta, un po’ come
la lancetta dei minuti.
Ciò dipende dal fatto che può facilmente essere assorbito dall’anima tutto quello che s’impara,
dato che ne viene coinvolto il corpo astrale, e nel corpo astrale si esprime. Se sentite qualcosa di
fondamentalmente nuovo, sarete penetrati da un sentimento che vi pervade oggi ma che sarà
nuovamente dimenticato domani. Oppure, quando proverete un dolore che con il tempo tende
a sparire dalla coscienza, si tratta di cose che brillano nel corpo astrale, ma che poi spariscono
nuovamente. Tutto questo ha come base il corpo astrale. 
Dunque, quello che getta in noi un barlume passeggero nella vita e nuovamente sparisce è
legato al corpo astrale. Ma ciò che fa parte del tesoro durevole della vita dell’uomo, nella misura in
cui si esprime psichicamente, tutto ciò che avviene abitualmente cosí che l’uomo lo mantenga per
un lungo periodo della vita, forse per sempre, tutto ciò che ha a che fare con il temperamento, è
nel corpo eterico, che è piú denso di quello astrale. Quando l’uomo riesce a modificare un’abitudine,
una particolarità del temperamento, quando si libera, per esempio, di una tendenza
abituale alla trascuratezza e diviene un uomo accurato, questo si
manifesta nel corpo eterico e non solo in quello astrale. Quando
un uomo impara molte cose e le assimila in modo che tutto divenga
poco a poco proprietà della sua anima e parte integrante
del suo essere interiore, in modo non soltanto da saperlo ma da
possederlo in senso profondo, trasforma in tal modo la configurazione
del suo corpo eterico. Quando qualcuno adotta un principio
morale e deve dirsi costantemente: “questo principio esiste
ed è per questo che lo seguo”, il principio si è impresso solo nel
corpo astrale. Ma quando esso entra in lui al punto che non può
piú agire altrimenti, esso si è impresso nel corpo eterico. Il passaggio
dal corpo astrale al corpo eterico si realizza nella vita lentamente,
poco a poco.
Passiamo ora dallo studio delle parti costitutive dell’essere,
all’osservazione, nel suo insieme, di ciò che è il karma. Quello
che si realizza solo lentamente durante la stessa vita terrena, il
passaggio dunque fino nel corpo eterico di quello che è dapprima
presente solo nel corpo astrale, si realizza karmicamente da
un’incarnazione all’altra nel seguente modo: colui che si è sforzato
di formulare dei giudizi morali giusti, e che in questa aspirazione è
forse anche stato stimolato da altri, troverà nella sua prossima vita i frutti di questi sforzi sotto
forma di una predisposizione originaria del suo corpo eterico, una specie di abitudine, di predisposizione
del carattere. Ciò che adesso vive nel corpo astrale sarà proprietà del corpo eterico
nella prossima vita. Se incontrate un uomo con un’abitudine lodevole, se questa abitudine si
manifesta continuamente nella sua vita, ciò indica che nella sua vita precedente egli si è impregnato
di corrispondenti rappresentazioni, oppure che se le è rappresentate. Le tendenze e
le abitudini derivano da rappresentazioni, da pensieri e da concetti da noi formati nelle vite
precedenti. Se tenete conto di questo, potete già prendere le precauzioni del caso per la prossima
vita, in modo da poter provocare, nella prossima vita, la predisposizione ad una certa
organizzazione del corpo eterico. Potete dirvi: in questa vita, cercherò di dirmi continuamente
che questo o quello è buono e giusto. Allora il corpo eterico vi mostrerà che è evidentemente
buono e giusto seguire i princípi corrispondenti.
È particolarmente interessante un concetto che avrà qui il suo chiarimento karmico. Si tratta
del concetto di coscienza morale. Quanto si eleva dalla coscienza di un uomo è ugualmente
qualcosa di acquisito. L’uomo ha un tesoro di coscienza morale, un istinto per quanto è buono,
giusto e vero, solo per il fatto che nelle sue vite passate, nelle sue esperienze di vita, nei suoi
princípi, si è prima di tutto costruito questa coscienza morale. Potete cercare di rinforzare e di
elevare questa coscienza morale prendendo la decisione di approfondire ogni giorno un poco le
vostre visioni morali. Le visioni morali diventeranno coscienza morale nella vita seguente e in
quella ancora successiva. 
Cosí vedete che quello che ci indica la lancetta dei
minuti della vita diventerà la lancetta delle ore nella vita
seguente. Bisogna solo che in una vita esista una
certa ripetizione dei princípi e delle visioni, e allora
questi si rafforzano per la vita seguente.
Quello che appare nel corpo eterico in una vita, fa
maturare i frutti per il corpo fisico della vita seguente.
Le buone abitudini, le buone tendenze, le buone
qualità di carattere, preparano per la vita seguente la
salute, la solidità fisica, la forza fisica in un corpo fisico
sano. Un corpo fisico sano indica che l’uomo in
questione si è preparato questo corpo fisico in una
vita anteriore con delle abitudini e delle disposizioni
di carattere acquisite da lui stesso. In particolare, c’è
un forte legame fra una memoria ben sviluppata in
una vita e il corpo fisico in quella seguente. Facciamo
l’esempio di un uomo che dimentica tutto subito
ed un altro che ha una buona memoria. Basta ricordarsi
coscientemente le cose vissute ed esercitarsi in
questo metodicamente, allora ci si accorgerà infine
che non si è soltanto acquisita una buona memoria
per il fatto di essersi particolarmente esercitati, ma che tale memoria diventa pure una particolare
forza. E questo è notevolmente importante per lo sviluppo spirituale. Il quadro generale
del passato si forma in modo del tutto particolare. Colui che sviluppa coscientemente la sua
memoria, rinascerà con una solidità fisica, con delle membra che potranno servirgli veramente
per eseguire nella vita successiva tutto quello che vorrà interiormente, nella sua anima. Un
corpo che non può eseguire quello che vuole l’anima, proviene da una vita anteriore nella quale
non è stata apportata alcuna cura per sviluppare una buona memoria sana, nella quale, al
contrario, la si è trascurata, lasciando prevalere la smemoratezza, la tendenza a dimenticare.
Oggi ci accontentiamo di menzionare dei fenomeni isolati, ma potete immaginarvi quanto
sia vasto questo tema di cui parliamo. Il vero occultista non s’imbarcherà mai in ipotesi su
questo soggetto. Quelle da me menzionate non sono teorie, ma cose verificate in precisi casi.
Ciò che qui è stato detto, è fondato su precisi risultati di ricerche. Se è stato descritto che un
solido organismo fisico che obbedisce all’anima è da mettere in rapporto con una buona memoria
nella vita precedente, è perché ci sono stati molti e molti casi che sono stati esaminati, e
che le indicazioni corrispondenti si fondano su fatti constatati durante tali esami. Si tratta
giustamente di raccontare solo dei fatti.
Ora, quello che si forma nel corpo eterico, cerca di introdursi a forza nel corpo fisico della vita
seguente, cosí che non ci sono solo le buone tendenze, le qualità di carattere e le solide abitudini
di vita ad esercitare i loro effetti in un corpo fisico sano nella vita seguente, ma che le qualità non
valide, le cattive abitudini, le tendenze depravate, si manifestano in un organismo malato
nell’incarnazione seguente. Non bisogna concepire questo come se una malattia ben precisa derivasse
da una facoltà precisa, ma certe tendenze alla malattia, certe disposizioni alla malattia,
sono sempre da mettere in rapporto con alcune facoltà ben precise del carattere e del temperamento
nella vita precedente. Un uomo che abbia dietro di sé una vita con facoltà depravate di carattere,
possiede dunque in questa vita un organismo esposto piú facilmente di un altro a malattie 
fisiche. Un uomo dotato di sane qualità di carattere, di un solido temperamento, rinascerà con un
corpo fisico che potrà essere esposto a tutte le epidemie del mondo senza essere contaminato, e
all’inverso.
Come vedete, le cose del mondo sono legate fra loro in modo complicato secondo la legge della
causa e dell’effetto. Per farvi un esempio, evoco un caso che corrisponde a dei precisi risultati
di ricerca spirituale. Può produrre dapprima un effetto sconvolgente,
ma è ben lecito dirlo in una sezione scientifico-spirituale.
Una persona aveva sviluppato nella sua vita un piacere
molto egoistico per il guadagno, una vera avidità di ricchezza
esteriore. Non si trattava dell’aspirazione sana alla ricchezza,
che può derivare dall’intenzione altruista d’aiutare il
prossimo e di sviluppare un’attività disinteressata, cosa questa
assai diversa. Era questione invece del piacere egoistico
del guadagno, che condiziona una costituzione precisa del
corpo eterico e sviluppa piú del necessario l’aspirazione al
guadagno. Un uomo di questo tipo rinasce nella vita successiva
sovente con un corpo fisico che manifesta una disposizione
alle malattie infettive. Dal punto di vista occulto è stato
constatato che in numerosi casi le persone facilmente contaminate
in questa vita da certe epidemie, erano dotate di
una libidine del guadagno spinta fino al patologico nella loro
vita anteriore.
Possiamo dare ancora altri dettagli. Come il fatto che esistono
due qualità che hanno un’influenza nettamente riconoscibile
sulla formazione karmica della vita successiva. Bisogna
prima di tutto parlare della forte influenza esercitata dal tratto
di carattere consistente nell’accogliere le persone con amore e benevolenza. C’è gente che accetta
tutto dai propri contemporanei con benevolenza, che tratta con amore i familiari e li capisce con
simpatia. In piú d’uno, questo amore supera di lungo l’amore puro degli uomini. Queste persone
amano la natura e il mondo intero. Piú questo senso della simpatia è sviluppato, piú è diventato
un’abitudine dell’anima, e dunque concernente l’eterico, piú l’uomo avrà una disposizione alla
giovinezza nella vita seguente: resterà giovane a lungo. Quindi la vita di colui che diventa vecchio
tardi, che resta a lungo giovane e agile, è da mettere in relazione con una vita terrena anteriore,
perfino a parecchie vite terrene anteriori, passate amando coloro che gli erano vicini. Piú manifesta
amore verso il prossimo, piú l’uomo resta fisicamente giovane a lungo in un’incarnazione
successiva. Colui che tende all’antipatia riguardo ai suoi contemporanei, invecchierà presto. Un
corpo che mostra fisicamente presto i segni dell’invecchiamento, rimanda ad una vita di criticone,
di avversione e di malcontento. Si vede cosí che si può agire sulla propria vita agendo coscientemente
sul karma. Colui che può provare amore in questa vita, può essere sicuro che nella prossima
vita avrà un corpo che presenterà dei tratti giovani. Tutti gli uomini che già da giovani formulano
delle critiche negative, nella loro prossima vita saranno persone che nasceranno quasi
con le rughe! Questa è un’espressione estrema, ma si fonda su una forte verità.

Rudolf Steiner 

Fonte http://www.larchetipo.com/

Autore: 1406 1406



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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

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Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

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E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare





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