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Le Virt Platoniche




Le virtù platoniche nelle quattro settimane di Avvento

Prima virtù - Quarta settimana d'Avvento
"La prima virtù di cui parla Platone e' la saggezza, la sapienza, intesa qui come virtù e non come scienza. Essendo la saggezza quale virtù collegata a ciò che viene sperimentato nella verità, le forze che la saggezza estrae dalla sfera della moralità si volgono ancora al capo dell'uomo; possiamo così inserirla nel nostro disegno. Platone dice dunque che nell'uomo morale la zona della testa viene afferrata dalla saggezza e la zona del petto dal coraggio; si potrebbe anche dire da una destrezza compenetrata di coraggio, una destrezza animica.
Saggio, nel senso della virtù, e' chi non si abbandona semplicemente ai suoi impulsi animali, ma afferra dall'ambito morale determinate idee,e adegua ad esse il suo comportamento. Gli impulsi morali irradiano già nella sfera corporea, anche se essi vengono afferrati quali idee morali di saggezza. Quindi possiamo dire che l'irradiar della moralità nell'uomo e' tale che dobbiamo rappresentarlo nell'io (verde). Questa sarebbe dunque la sfera platonica di saggezza del moralità. "
Seconda virtù - Terza settimana d'Avvento
"La zona del petto, che racchiude il cuore, sarebbe la zona in cui irradia dalla sfera della moralità il coraggio, la destrezza animica. Possiamo dire che qui, irradiando, la moralità afferra principalmente l'astrale e vivifica la zona del petto con il cuore. Possiamo dunque segnare così questo ulteriore irradiare (giallo). Abbiamo quindi: saggezza quale virtù del capo (verde), coraggio quale virtù del petto (giallo). "
Terza virtù - Seconda settimana d'Avvento
"Una terza virtù e' quella che Platone definisce moderazione, assennatezza, e che molto giustamente ascrive alla parte inferiore del corpo. Nella parte inferiore del corpo si destano gli istinti dell'uomo, ma chi riesca a dominarli con la riflessione, con l'immedesimarsi nel sentire altrui, e' allora uomo moderato, prudente. Il semplice sfogo degli istinti, noto anche all'animale, non rappresenta virtù alcuna, ma si può definire moderazione solo il temperare gli istinti con il grado di coscienza che appunto lo rende possibile. Questo processo viene afferrato nell'eterico, poiché pensieri, moderazione, coraggio, in quanto umani, vengono afferrati nel corpo eterico, e così lo metteremo nel disegno (violetto). La sfera della moralità afferra dunque l'uomo nella sua totalità, come ho detto ieri, e il capo e' compreso, come ho detto espressamente. "
Quarta virtù - Prima settimana d'Avvento
"Quale quarta virtù che ora scorre nell'intero corpo fisico e che ieri ho detto essere sostanzialmente invisibile, Platone nomina la... (parola greca). Dobbiamo tradurre questo termine con la parola giustizia, per quanto nei linguaggi moderni essa non renda completamente il significato. Quel che si vuole intendere con questa parola, e' l'uomo che sappia indirizzare i giustamente, che segua una direzione umana nella vita. Non si vuol dunque semplicemente intendere giustizia come termine astratto, ma la capacità di indirizzarsi, di essere consapevoli, di orientarsi nella vita. Possiamo dire che il fluire della sfera della moralità entro l'intero corpo fisico e' presente nella giustizia (rosso). Abbiamo così accennato schematicamente come nell'aura umana gli impulsi della moralità irradino nell'uomo."

Da: Rudolf Steiner - L'enigma dell'uomo

Autore: 1406 1406



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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare





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