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L'Inverno in Antroposofia




Il corso dell’anno davanti all’anima, quale cammino attraverso gli elementi, terra, aria, acqua, fuoco, e le trasformazioni con cui queste forze primordiali si rendono attive e vengono vissute in diverse forme nell’Essere Umano, così come nella Natura e nel Cosmo

“LE COSE DI PER SÉ NON RAPPRESENTANO NULLA, SE NON NELLA SUCCESSIONE CON CUI SI RIFERISCONO L’UNA ALL’ALTRA”: RUDOLF STEINER

 

L’inverno è la stagione di Gabriele. E’ importante vivere le stagioni in modo non solo esterno ma anche animico affinché, come scrive Rudolf Steiner, l’uomo partecipi interiormente allo svolgersi del corso dell’anno. In questo periodo che segue il solstizio d’inverno siamo passati dall’autunno all’inverno, da Michele a Gabriele: è finita la fase di crescita esteriore ed è iniziata la fase di crescita interiore che porterà in primavera alla rinascita. L’autunno è stata la stagione di Michele: il calore dell’estate, elemento primigenio della nostra evoluzione, inizia il viaggio di ritorno all’interno della terra, per permettere al seme caduto nel suo seno di mantenersi durante l’inverno allo scopo di rigenerare nuovamente in primavera. E’ in autunno che Michele ha cominciato la sua discesa affinché le sue forze arrivino poi a compenetrare completamente la terra nella stagione primaverile, quella del rifiorire. Mentre il ciclo avviato dalla primavera (Raffaele) è “dalla vita alla morte” (è un tempo in cui siamo tutti proiettati fuori di noi, all’esterno), il ciclo che è cominciato con Michele, in autunno, è “dalla morte alla vita” (ritorniamo dentro, su noi stessi e nella nostra interiorità, per poi rinascere “a nuova vita”). E l’inverno appartiene a questa polarità, è la stagione di Gabriele, l’Arcangelo del Natale “che tesse nelle nubi invernali e nella bianca veste di neve”, e che è preposto a portare nell’uomo (successivamente, durante l’estate che arriverà) tutte le forze della nutrizione. L’importanza di Gabriele è, dunque, basilare perché presiede alle forze del nutrimento, dalle quali poi si sviluppano le forze del risanamento (Raffaele), quindi le forze spirituali del pensiero (Uriele) e, infine, le forze di movimento (Michele). L’alimentazione è la base perché l’intero ciclo prenda avvio! Steiner sottolinea ripetutamente che bisogna riconoscere l’importanza propulsiva ed iniziatrice delle forze di Gabriele (nutrizione) e che quindi “occorre volgere lo sguardo alla trasformazione che le sostanze esteriori subiscono nel sistema nutritivo” perché “le forze nutritive metamorfosate sono forze risanatrici”. “Chi comprende bene la nutrizione comprende l’inizio del risanamento!” conclude Steiner. Il dottor Ehrenfried Pfeiffer, a Dornach, una volta chiese a Rudolf Steiner: “Perché nell’epoca attuale le persone sono incapaci di evolversi e di agire in accordo con tutto quanto hanno imparato e con ciò che sembrano conoscere?”. Steiner rispose: “Questo è un problema di alimentazione…”.

Autore: 1406 1406



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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare





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