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Storia della medicina antroposofica




Rudolf Steiner fu più volte in Italia prima della guerra 1915-1918. Nacquero allora i primi gruppi antroposofici a Roma e a Milano e vennero iniziate le traduzioni dei suoi scritti e delle sue conferenze

 Ma solo con la fine della seconda guerra mondiale l’impulso antroposofico poté fecondare anche le attività pratiche della vita, fra cui la medicina.

Fra i primi antroposofi vi fu il Dott. Giovanni Colazza (1877-1953), caratterizzato da grande coraggio terapeutico e diretto discepolo di R. Steiner, che però non arrivò a praticare la medicina antroposofica, come del resto anche altri medici, figure rilevanti della vita antroposofica, che però non divennero medici antroposofi.

A metà degli anni trenta del secolo XX° nacque la Weleda italiana (resta di allora un noto cartello pubblicitario), con un piccolo laboratorio di produzione. Con la guerra l’attività dovette chiudere e venne ripresa nel 1953 con la nascita della ditta A.M.O.S. , oggi Weleda Italia, che da allora distribuì i prodotti Weleda, cui si aggiunsero dal 1966 al 1998 i prodotti Wala, attualmente importati da Wala Italia.

Questo lavoro venne animato da Lidia Gentilli Baratto (1903 - 1996), euritmista italiana formatasi negli anni venti a Stoccarda e attiva nel gruppo guidato da Marie Steiner, che venne in Italia negli anni trenta con tre compiti assegnategli da Marie Steiner: lo sviluppo dell’euritmia, della pedagogia e della medicina.

Da Zurigo il Dott. H. W. Zbinden si recò regolarmente a Milano ed a Torino fino al 1957, quando iniziò la sua attività in Italia il Dott. Aldo Bargero (1924 – 1987), che fino alla sua morte prematura fu l’animatore dello sviluppo della medicina antroposofica in Italia.
Aldo Bargero era ingegnere e venne sollecitato da Lidia Gentilli Baratto a studiare medicina. Operò per tutto il resto della sua vita in modo determinante per la diffusione e l’approfondimento della medicina antroposofica in Italia, apprezzato da una cerchia di pazienti sempre più vasta per la forza e il calore del suo agire medico. Per molti anni lavorò da solitario pioniere, col tempo riuscì a coinvolgere altri colleghi medici. In una prima fase ci si riuniva in piccolissime cerchie per elaborare in modo approfondito le conferenze di medicina di Rudolf Steiner, si esercitava l’euritmia terapeutica e si approfondivano le conoscenze delle diverse sostanze, delle piante e dei processi naturali. Il primo convegno medico antroposofico in Italia venne organizzato a Milano nel 1961 e vide la partecipazione di colleghi medici di Milano, Bologna, Roma e del Canton Ticino.
Fino ad oggi questo convegno, dapprima con cadenza semestrale e poi annuale, rappresenta un nucleo vitale per l’ ulteriore sviluppo del lavoro medico.
L’esigenza di una collaborazione più stretta e di un approfondimento portò nel 1965 alla fondazione del “Gruppo Medico Antroposofico Italiano” e in anni successivi alle iniziative per corsi e seminari di formazione per nuovi medici.

Nel 1968 venne pubblicato in italiano il libro di R. Steiner ed I. Wegman “Elementi fondamentali per un ampliamento dell’arte medica”. I cicli di conferenze tenute da Rudolf Steiner su argomenti medici circolavano allora come dattiloscritti e per avere della letteratura cosiddetta secondaria si dovettero aspettare gli anni ’90. A partire dal 1963 venne pubblicato dal 1963 il Notiziario Weleda, indirizzato alle esigenze dei pazienti.

Fin dall’inizio l’impulso medico fu fortemente legato alla vita della Società Antroposofica e all’antroposofia stessa, il Gruppo Medico aderì quale gruppo professionale alla Società Antroposofica in Italia e parecchi colleghi medici sono stati o sono tuttora fiduciari di gruppi antroposofici in diverse città. Aldo Bargero fu per parecchi anni Segretario Generale della Società Antroposofica in Italia. Nel 1987, poco prima di lasciare il piano terreno, sollecitò ancora la nascita di un lavoro riservato ai medici membri della Libera Università di Scienza dello Spirito in stretto collegamento con la Sezione di Medicina del Goetheanum.

Anche il lavoro farmaceutico, portato avanti per più di 40 anni dal farmacista Dott. Stefano Pederiva si sviluppò sempre in stretta collaborazione con i medici e con le attività antroposofiche, nello sforzo di trovare un equilibrio fra l’indispensabile espansione commerciale e la corrispondente copertura interiore in ambito spirituale e medico.

Nel 1970 una trasmissione televisiva presentò per la prima volta la medicina antroposofica ad un vasto pubblico, grazie al regista Luigi di Gianni, sostenuto dal Dott. Marcello Carosi (1919 – 2001), medico antroposofo di Roma, animato da una forte tensione verso un ideale medico e umano: egli seppe raccogliere intorno a sé nello studio della medicina antroposofica e dell’antroposofia molti giovani medici e numerosi pazienti.
In modo analogo si svolse a Roma il lavoro del Dott. Valerio Spadini (1925 - 2005), caratterizzato da una particolare attenzione alla cura dell’anima, elemento peculiare della spiritualità romana.

Solo verso metà degli anni novanta la medicina antroposofica venne ancorata nella legislazione italiana grazie all’intenso lavoro del Dott. Giancarlo Buccheri, medico milanese, che assunse la presidenza del Gruppo Medico dopo la morte di Aldo Bargero, curando anche il collegamento con la Sezione di Medicina e con le iniziative degli altri paesi del mondo, nel suo ruolo anche di Presidente della Federazione Internazionale delle Associazioni Mediche Antroposofiche (in tedesco IVAA). Nel 2007 si ritirò da questi incarichi per poter collaborare fino al 2012 nel consiglio di amministrazione della Weleda AG.

Nel 1995, nel testo di recepimento in Italia della direttiva europea riguardante i medicinali omeopatici, comparve per la prima volta in una legge dello Stato italiano l’espressione “medicina antroposofica”, che da allora venne ripresa come tale in diverse norme successive. Con ciò non si risolvettero tutti i complessi problemi legati alla registrazione dei medicinali antroposofici, ma da allora il legislatore non può più ignorare le istanze dell’orientamento terapeutico antroposofico. Fino al 2015 i medicinali antroposofici possono restare sul mercato, poi verrà deciso se saranno necessarie ulteriori e più incisive modifiche.

Nel 2002 venne posta una ulteriore pietra miliare: la medicina antroposofica venne riconosciuta nella sua dignità di disciplina terapeutica autonoma da parte della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici e degli Odontoiatri.

Per far fronte alle crescenti esigenze, il Gruppo Medico Antroposofico venne trasformato negli ultimi anni in una Società Medico-Scientifica riconosciuta dalla Federazione Italiana delle Società Mediche con il nome di SIMA, Società Italiana di Medicina Antroposofica. Per poter organizzare autonomamente corsi e seminari di perfezionamento riconosciuti dal Ministero della Salute fu necessario adeguarsi alla certificazione di qualità ISO 9001.

Con il graduale ampliamento del lavoro medico poterono svilupparsi anche altre attività terapeutiche antroposofiche.

La prima fu l’euritmia terapeutica, che conta oggi una ventina di professionisti, riuniti dal 2003 in una specifica associazione professionale. Gli euritmisti lavorano in parte privatamente in collaborazione con i medici antroposofi, in parte anche in strutture pubbliche. Al momento si è attivi per ottenere il marchio di qualità Anthromed.

I terapisti del massaggio e i fisioterapisti diplomati in una scuola di massaggio ritmico si sono riuniti nel 2004 in una propria associazione professionale e hanno dato inizio nel 2005 a un primo percorso formativo, al momento si lavora ad un secondo corso di formazione.

L’arteterapia venne avviata con artisti diplomati nei centri di formazione in Germania e in Olanda. Negli anni novanta ebbe inizio una prima formazione autonoma in Italia a Firenze. Oggi esistono diverse possibilità di formazione a Milano (dal 2000), a Bologna e ad Oriago (Ve). Nel 2005 anche gli arteterapeuti si sono riuniti in una associazione professionale denominata ARTE.A. Sono sempre più numerose le istituzioni pubbliche interessate alle possibilità terapeutiche offerte dall’arteterapia (arti figurative, musica, arte della parola).

Grazie alla fattiva spinta dei Signori Dekkers, psicologi attivi in Olanda, fu possibile far sviluppare anche i semi posti negli anni da diversi medici e psicoterapeuti italiani ai fini di una psicoterapia antroposofica. Nel 2005 anche gli psicoterapeuti antroposofi si sono associati in una struttura professionale autonoma chiamata PERSEO e lavorano ad una propria realtà formativa in Italia.

Negli anni ottanta il Sig. Alfred Baur introdusse in Italia la chirofonetica. Nel 2009 venne fondata una corrispondente “Associazione per la chirofonetica”, che da allora organizza regolarmente corsi di formazione e di approfondimento con la presenza continuativa di medici antroposofi.

Non essendoci ancora in Italia adeguate strutture cliniche antroposofiche, l’impulso antroposofico rivolto agli infermieri non è ancora riuscito ad incarnarsi del tutto. Alcune infermiere lavorano privatamente e in alcune città è possibile fruire di bagni in dispersione oleosa o di altre applicazioni esterne.

La pedagogia curativa e la socioterapia su base antroposofica hanno avuto negli ultimi anni in Italia un notevole sviluppo. Vennero fatti dei primi tentativi negli anni cinquanta da Lidia Gentilli Baratto, che aveva contatti con Karl König, fondatore del movimento Camphill ben noto nei paesi anglosassoni, poi negli anni settanta dai Dottori Leonardo Fulgosi e Aldo Bargero. A metà degli anni novanta, a Capena, vicino a Roma, grazie all’indefesso lavoro pluriennale di Ingrid Hermanni (1937-2001), formatasi in Germania, venne fondata la “Casa Loic”, un primo centro diurno per disabili mentali, successivamente affiancato da altre possibilità residenziali. Sono nati negli ultimi anni altri centri come “La Monda” vicino a Varese e “I Girasoli” a Trieste. In molte scuole steineriane viene offerta la possibilità di una pedagogia curativa per bambini bisognosi di cura dell’anima, grazie alla fattiva collaborazione di medici, terapisti ed educatori con specifica formazione in pedagogia curativa.

Nel 2002 è nata anche una iniziativa di pazienti della medicina antroposofica che opera attualmente con il nome di AIPMA.

Il passo dalla attività del singolo medico nel suo ambulatorio o studio privato a un lavoro comune più strutturato si concretizzò nel 1990 con la fondazione della Casa di salute Raphael a Roncegno in provincia di Trento, luogo conosciuto da secoli per la presenza e l’uso terapeutico in appositi stabilimenti termali dell’acqua arsenicale-ferruginosa delle sorgenti di Levico e di Vetriolo.

A Milano è stato attivo dal 1999 per 10 anni, vedendo l’attiva partecipazione di colleghi medici, arteterapeuti, euritmisti, psicoterapeuti, massaggiatori, infermieri ecc. il centro terapeutico Arte Medica, che più di recente accoglie altri indirizzi terapeutici.

A Bologna nacque nel 2006 il centro terapeutico Heliopolis, dove parimenti esercitano la loro professione medici e terapeuti.

Questo grande sviluppo positivo presuppone un’adeguata preparazione in medicina antroposofica: nei primi anni avvenne sostanzialmente grazie a contatti personali e allo studio autonomo, poi cominciarono a venire organizzati da parte del Gruppo Medico Antroposofico Italiano corsi e seminari introduttivi. Ad essi si dedicò per parecchi anni e con un generoso dispendio di energie il Dott. Giuseppe Leonelli (1942 -2010), medico e studioso milanese in grado di coinvolgere molte persone con la profondità e il calore del suo pensiero fortemente impegnato su temi etici.

Oggi (2013) la Società Italiana di Medicina Antroposofica conta più di 160 soci medici attivi: la maggioranza di essi lavora in studi e ambulatori privati, specialmente nell’Italia settentrionale, alcuni prestano attività professionale in strutture ospedaliere o nel servizio sanitario nazionale. Sono soci della SIMA anche diversi dentisti, veterinari e farmacisti.

Autore: 1406 1406



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