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La medicina antroposofica in Europa




Il movimento medico antroposofico ha conosciuto una continua espansione a partire dal 1920 soprattutto nell’ambito di cultura mitteleuropeo, nonostante il grave ostacolo iniziale costituito dal dominio nazionalsocialista in Germania

Oggi gruppi più o meno numerosi di medici antroposofi sono presenti in tutti i paesi europei.

La letteratura medica antroposofica comprende un centinaio di titoli. Riviste mediche pubblicate in lingua tedesca, francese, inglese e portoghese riportano lavori inerenti i diversi campi specialistici della medicina e della farmacologia.

Nel corso degli anni sono stati fondati in diversi paesi europei cliniche e ospedali anche di grosse dimensioni, in cui sono presenti i reparti delle varie specialità mediche e chirurgiche. In Germania e in Olanda tali ospedali sono integrati nelle strutture sanitarie pubbliche, perché in quei paesi è ufficialmente riconosciuto il pluralismo in medicina con i particolari indirizzi terapeutici.

Presso l’Ufficio Federale Tedesco della Sanità Pubblica è stata istituita nel 1978 un’apposita commissione di valutazione e di autorizzazione che si occupa dell’efficacia e della sicurezza dei medicinali adoperati nell’indirizzo medico antroposofico.

Le norme di fabbricazione di questi medicinali, nell’attesa dell’allestimento di una apposita farmacopea, sono contenute nella Farmacopea Omeopatica Tedesca e nella Farmacopea Omeo-patica Britannica e vengono uniformemente osservate nell’Europa intera da tutte le ditte produttrici antroposofiche.

Particolare sviluppo ha avuto non solo nei paesi mitteleuropei, ma anche e soprattutto nei paesi anglosassoni, la pedagogia curativa orientata secondo l’antroposofia. Esempio famoso è il movimento Camphill.

Centro del movimento medico antroposofico è la Sezione di Medicina della Libera Università di Scienza dello Spirito con sede presso il Goetheanum di Dornach (Svizzera), che provvede al perfezionamento post-laurea dei medici, alla formazione del personale paramedico e che coordina le attività di studio e di ricerca.

I medici antroposofi sono riuniti nei singoli paesi in associazioni mediche. Esse provvedono ai corsi di perfezionamento, sono garanti per la qualificazione professionale dei propri iscritti e ne curano gli interessi legali. Organo di coordinazione delle singole associazioni mediche in campo legale è la Federazione Internazionale delle Associazioni Mediche Antroposofiche (IVAA), che cura i rapporti con gli organismi dell’Unione Europea, del Consiglio d’Europa e della Organizzazione Mondiale della Sanità.

Autore: 1406 1406



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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare





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