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L'esercizio della Retrospezione




Tra i vari esercizi che Rudolf Steiner raccomandava a chi desiderava intraprendere seriamente un percorso di risveglio interiore e sviluppo occulto, parleremo oggi di quello della retrospezione, al quale attribuiva notevole valore e importanza. Vediamo dunque di che cosa si tratta e come va effettuato.

Ogni sera, appena prima di andare a dormire, si dedichi qualche minuto alla visione retrospetti
va della giornata appena trascorsa. Si richiamino alla memoria fatti ed eventi vissuti durante la giornata procedendo in ordine cronologico inverso, cioè partendo dalla sera fino ad arrivare alla mattina. I fatti dovranno essere rivissuti nel modo più chiaro e dettagliato possibile, con atteggiamento calmo e distaccato come se stessimo guardando un film, come se quegli avvenimenti riguardassero qualcun'altro. L'esercizio retrospettivo dovrebbe diventare un'abitudine quotidiana, come lavarsi e pettinarsi al mattino o lavarsi i denti dopo mangiato.
La retrospezione quotidiana ha il potere di attivare forze interiori che, lavorando in background, gradualmente risveglieranno in noi quella superiore sensibilità che permette di riconoscere nei fatti e negli avvenimenti della vita il manifestarsi del karma e del destino. Dopo un certo tempo (che naturalmente può variare da persona a persona) ci accorgeremo che in noi è sorta l'attitudine spontanea a valutare le cose anche nell'ottica delle concatenazioni di destino e non più soltanto in base alle apparenze o a considerazioni superficiali com'è abitudine comune. Ci verrà spontaneo riconoscere l'azione del destino in ogni fatto o evento esteriore. Inoltre, l'abitudine ad osservare in modo distaccato e imparziale i fatti della nostra stessa vita formerà in noi l'attitudine spontanea a valutare qualsiasi cosa in modo sereno e obiettivo senza farci condizionare dagli sbalzi emotivi o umorali oppure da simpatie o antipatie, come accade invece comunemente.
Per tutte queste ragioni ci sentiamo di raccomandare l'esercizio della retrospezione quotidiana a tutti coloro che vogliono cominciare a vivere in modo più consapevole e desiderano cominciare a sviluppare una sensibilità superiore. Si tratta peraltro di un esercizio alla portata di tutti in quanto non particolarmente difficile e perché richiede soltanto un impegno minimo in termini di tempo.

Fonte La Scienza dello Spirito

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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare





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