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Il significato profondo dell'equinozio d'autunno




La morte annuale della natura e il risveglio delle forze interiori di volontà si bilanciano nell’equinozio d’autunno. Esso segna un’inversione di polarità nella manifestazione delle forze divine, che nei mesi precedenti si erano espresse principalmente nelle forme della natura, nella luce trionfante del giorno e che ora incominciano a pervadere la libera volontà dell’uomo. Quando la luce del mondo declina, l’uomo inizia a percepire sé stesso come portatore di una luce invisibile, non soggetta a tramonto. In tal senso il “dramma spirituale” dell’equinozio ricapitola e sintetizza la vicenda della storia sulla Terra: fine dell’età dell’oro, oscuramento del divino nella natura, sorgere dell’autocoscienza, senso individuale di solitudine cosmica e di responsabilità.

Quel sentimento di malinconia, suggerito dalle foglie che ingialliscono e cadono, deve essere energicamente bandito. La nostalgia del passato, il lamento “tradizionalista” non si addicono all’uomo nobile (all’“arya”): egli sa che nel cosmo ciò che declina e muore è bilanciato secondo giustizia da ciò che sorge e si afferma. Nell’equinozio di autunno si celebra l’affermazione della volontà, la capacità “faustiana” di porsi obiettivi e di perseguirli.

L’elemento alchemico dell’autunno è il Ferro: al ferro materiale che ha forgiato la nostra civiltà tecno-industriale deve corrispondere il ferro spirituale della volontà, concretamente – e razionalmente – esercitata.

Gli Dei benedicono l’azione concreta, la volontà che si afferma in progetti ben definiti o che si volge alla formazione di sé (alla Bildung).

Il corso dell'anno come respiro della terra In autunno, gli spiriti di natura fanno ritorno alla Terra. Riaspirati alle radici del terreno si sottopongono alle forze della gravità. La festa d’estate svanisce, ma nell’animo dell’uomo libero non vi è spazio per la malinconia.

Quando la natura si spegne bisogna volgersi alla coscienza di sé. La festa dell’equinozio che apre l’autunno è la festa dell’autocoscienza forte e libera, è la festa dell’iniziativa piena di energia, della liberazione da ogni timore e da ogni condizionamento dell’animo. Quando la natura esteriore si spegne e la vegetazione appassisce, cresce in compenso tutto ciò che si lega all’iniziativa interiore. Forze di volontà si liberano, l’Anima del Mondo esorta l’individuo a diventare più coraggioso.

Nel giorno dell’equinozio si celebra la festa del forte volere.

Al culmine dell’estate erano divenuti visibili i grandi stormi meteoritici che contengono il ferro cosmico. Quel ferro piovuto dal cielo in direzione della terra contiene l’arma degli Dei contro il drago-Ahrimane che vuole rubare agli uomini la luce animica, avvincendoli tra le sue spire. Allora il sangue umano si pervade di ferro: milioni di sfavillanti meteore turbinano nel sangue donando all’organismo l’energia per combattere ogni paura, ogni terrore, ogni forma degradante di odio. Come il volto dell’uomo quando corre diventa rosso vermiglio, così il corpo sottile dell’uomo irradiato di ferro cosmico comincia a emanare energia.

Linee fondamentali di una moderna concezione del mondo Nelle antiche mitologie ricorrono figure di divinità solari, giovani divinità dorate che abbattono un drago o un serpente che sale dalle viscere della terra. Quando le giornate di autunno si rabbuiano e si rinfrescano, quando cadono le foglie e le prime piogge, evoca nella fantasia queste figure divine mentre abbattono il drago: esse sono il simbolo della autocoscienza vittoriosa, che si sveglia dal sonno dell’estate, pronta a realizzare con decisione i propri obiettivi.

Si immagini il drago, il cui corpo è formato dalle correnti sulfuree che salgono dalla terra accaldata d’estate: queste correnti gialle e azzurrognole formano le squame, le placche, le spire del drago. Ma ecco sul drago librarsi il dio dal volto di sole: egli brandisce la spada, in una atmosfera satura di saettanti stormi meteoritici. In virtù della luce dorata irradiante dal cuore del dio le meteoriti si fondono in una spada di ferro, che penetra nel corpo dell’antico serpente e lo distrugge. Alimenta con l’immaginazione la corrente che scorre dalla testa verso l’organismo, verso il basso: come uno stormo di meteoriti dal cielo stellato piove sulla terra, così una cascata di energia si riversa dal capo al cuore e seguendo le vie del sangue giunge agli organi e agli arti. Ovviamente all’immaginazione deve accompagnarsi l’azione: se qualcosa è in disordine deve essere ordinato, se qualcosa era stato lasciato in sospeso ora deve essere portato a termine, se qualche timore irretisce il nostro animo bisogna mettersi alla prova e con accortezza superare il timore, se ancora qualche fede, qualche credenza domina l’anima è tempo di dissolverla con la forza della razionalità, se qualche malumore aveva offuscato il rapporto con una persona è tempo di chiarire le cose con cordialità e amore. Così, agendo con energia, si onora lo Spirito dell’Autunno, tanto simile all’Arcangelo Solare venerato dagli antichi Persiani.

Tutta la nostra civiltà è costruita col ferro. Da quando i nostri antenati irruppero da Nord sui loro carri di battaglia brandendo asce di ferro, la nostra civiltà ha trasformato il volto della terra battendo il ferro, forgiando l’acciaio. Si pensi agli aerei che sfrecciano in cielo, ai ponti sospesi tra le sponde, alle strade ferrate, alle grandi navi. Grazie all’elemento del ferro si afferma il dominio della tecnica. Ma ciò che sulla terra si manifesta come ferro, nell’interiorità dell’uomo si esprime come volontà. Per questo si dice: “volontà di ferro”.

Nell’aria dell’autunno, quando le piogge spazzano via la sensualità dell’estate, si compie un processo alchemico: Ferro scaccia Zolfo. La corrente di ferro, fredda e metallica, che piove dal cielo smorza la corrente sulfurea che era fuoriuscita dalle viscere della terra nei mesi caldi d’estate. Respirando la fresca aria dell’autunno l’uomo prende parte a questo processo. Bisogna percepire questa corrente alchemica e alimentarla con la volontà. La divinità solare dallo sguardo metallico, col suo gesto indicante accompagna l’uomo nel cambio di stagione.

Fonte centrostudilaruna.it

Autore: 1406 1406



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Sognare di essere nudi

Ritrovarsi nudi in mezzo alla gente, per strada, in genere in luoghi affollati, è un sogno comune. Per avere una chiave di lettura di questo sogno occorre innanzitutto concentrarsi sullo stato d’animo del sognatore: essere nudi ha generato sensazioni positive o negative?

I vestiti nei sogni rappresentano una sorta di maschera: l’apparenza, la facciata, l’immagine pubblica, il ruolo sociale. Il nostro vero io è rappresentato dal nostro corpo nudo. I vestiti lo coprono, lo proteggono, lo nascondono e talvolta lo imprigionano.

Sognare di essere nudi e non provare vergogna

Sognare di essere nudi e non provare imbarazzo, ma gioia, può indicare che siamo tranquilli con noi stessi e con gli altri, che non abbiamo nulla di cui vergognarci, nessun segreto da celare. Può anche indicare che almeno nel sogno, se non nella realtà, siamo riusciti a liberarci di quelle convenzioni sociali che ci rendono la vita difficile, e che sono per l’appunto rappresentate dai vestiti. Desideriamo rapporti più autentici, maggiore spontaneità e libertà nei rapporti con gli altri; vogliamo liberare il nostro vero io, senza finzioni e ipocrisie.

Sognare di essere nudi e provare vergogna

È più frequente sognare di essere nudi e provare imbarazzo e vergogna; ci si trova in mezzo alla gente, per strada o in luoghi pubblici; a volte si è completamente nudi, a volte solo parzialmente (senza pantaloni, senza maglia, senza gonna); le persone sono quasi sempre una folla non determinata di persone estranee, che non notano (almeno così sembra) la nostra nudità. Eppure la nostra vergogna è grande, e cerchiamo di nasconderci, ma non riusciamo che a fare movimenti molto goffi e impacciati.

Questo sogno può indicare che ci sentiamo vulnerabili, inferiori, inadeguati, non all’altezza del ruolo sociale che dobbiamo rivestire, esclusi dall’ambiente sociale di cui vorremmo fare parte. L’imbarazzo però può anche dipendere dal fatto che non si accetta il proprio corpo, si è insoddisfatti del proprio aspetto fisico. Il fatto che la gente non si accorga della nostra nudità indica che tutto sommato le nostre preoccupazioni sono eccessive; quello di cui noi proviamo vergogna non è così importante per gli altri, come invece noi pensiamo.

Sognare di essere nudi può avere un significato compensatorio: se stai troppo chiuso nel tuo ruolo sociale e non mostri mai il tuo vero io, nel sogno, all’estremo opposto, ti denudi. Il sogno di nudità è comunque ambivalente, sia che la sensazione di nudità sia piacevole o spiacevole: in effetti è come se fossero i due lati della stessa medaglia. Se sogni di essere nudo, vuol dire che il tuo inconscio ti sta mandando un messaggio: sii più spontaneo e aperto; ma a molti la spontaneità fa paura, perché si sentono più vulnerabili, quindi si vergognano; ma allo stesso tempo quello è un loro bisogno insoddisfatto.

Sognare di essere nudi può essere particolarmente frequente nelle persone timide e chiuse, che hanno avuto un’educazione molto rigida e che ha represso la loro spontaneità.

Sognare di ritrovarsi nudi a scuola durante un esame, un’interrogazione, oppure al lavoro nel bel mezzo di una mansione molto importante: questi sogni manifestano la paura di non essere sufficientemente preparati per affrontare un compito; un sogno del genere può manifestarsi in momenti della vita in cui ci si sente sotto esame e si teme di fallire.

Sognare di essere nudi davanti ad una persona precisa: ciò può indicare senso di inferiorità e inadeguatezza di fronte a questa persona; oppure può indicare affetto e predilezione per questa persona, o per un’altra persona che essa ci ricorda, e che spesso è da ricercare nella nostra infanzia (questo si ricollega all’interpretazione freudiana del sogno tipico di nudità: vedi poco più sotto).

Sognare altre persone nude può indicare un desiderio sessuale nei loro confronti, oppure il desiderio di conoscerle meglio, di capirle di più, di approfondire il legame.

Il sogno di nudità come sogno tipico secondo Freud

Freud include il sogno di nudità, qualora sia accompagnato da vergogna, in quelli che lui chiama ‘sogni tipici‘, ovvero quei sogni che più o meno tutti facciamo prima o poi. Secondo Freud, il sogno di nudità è da ricollegare al periodo della prima infanzia, quando l’essere nudi non rappresenta motivo di vergogna, ma anzi sembra produrre euforia, contentezza, voglia di muoversi. Si può notare che i bambini hanno, in alcuni casi, una tendenza a mostrarsi nudi (o poco vestiti) proprio con le persone che prediligono. Con il passare degli anni, però, matura l’istanza psichica che giudica questo comportamento come immorale.

Nella concezione di Freud, il sogno rappresenta un appagamento di un desiderio. Questi sogni di nudità sono quindi da ricollegare al desiderio di mostrarsi nudi che si è provato nell’infanzia in maniera del tutto innocente. Ecco perché il sogno ci mostra noi stessi nudi, per assecondare questo desiderio; il disagio che si avverte è però determinato dall’altra istanza psichica che considera questa situazione come immorale e vergognosa. Proviamo vergogna e vorremmo scappare via, per nasconderci, è vero; tuttavia non riusciamo a farlo, non riusciamo a muoverci (questo è determinato dal desiderio profondo di continuare a stare nudi). Il sogno è quindi determinato da due istanze psichiche in conflitto: l’una che vuole assecondare il desiderio di essere nudi, l’altra che invece ci fa vergognare e ci vuole far scappare via.

Numeri del lotto:

Essere nudi: 69

Fonte http://significatosogni.altervista.org/

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