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Ocicat




A dispetto del nome e dell'aspetto di questo delizioso gatto, non si tratta di un parente piccolo dei gatti selvatici chiazzati sudamericani, l'Ocelot e il Margay. È di fatto il risultato di incroci selettivi di gatti domestici avviati da un'allevatrice americana nel 1964

Storia

La nota allevatrice del Michigan Virginia Daly sperava di sviluppare un Siamese pointed Abissino, incrociando Siamesi con Abissini. Con sorpresa, da un incrocio tra Siamese e Abissino di seconda generazione, nacque un bel maschio dorato chiazzato, molto simile a un giovane Ocelot. Negli anni seguenti, per aumentare la taglia della razza e aggiungere l'argento alla gamma di colori, fu introdotto l'American shorthair. L'incrocio con gli Abissini, che estende beneficamente il fattore genetico, è ancora consentito. L'Ocicat, ancora poco diffuso in Europa, è ampiamente riconosciuto dalle associazioni feline.

Temperamento

Tradendo il suo aspetto, questo è un gatto assolutamente addomesticato, affettuoso, di buon temperamento. Adora ricevere attenzioni e odia essere lasciato solo. Come i suoi antenati Siamesi, l'Ocicat è molto territoriale e protesta vivacemente se si sente affrontato. Attivo ed estroverso, ama avere accesso all'esterno e non è un ottimo gatto di casa. Alcuni Ocicat trovano inoltre difficile la convivenza con altri gatti.

Varietà

L'unico disegno ammesso è il tabby spotted, mentre tra le colorazioni troviamo, il brown, il chocolate, il cinnamon, il blu, il lilla, il fawn e tutte le tonalità del silver.

CARATTERISTICHE

TESTA

A forma di triangolo smussato, con mento robusto e canna nasale lunga.

OCCHI

Grandi, a mandorla e bordati di pelo scuro.

ORECCHIE

Di medie dimensioni, con estremità arrotondate e ciuffi di pelo verticali.

CORPO

Di media lunghezza è robusto, compatto, muscoloso e flessuoso.

MANTELLO

Pelliccia corta, sottile, lucente e fitta, segnata da diverse fasce di colore. Il mantello è formato da macchie di colore più scuro su un fondo più chiaro, che appaiono allineate lungo la spina dorsale e disposte più casualmente sul resto del corpo.

CODA

Piuttosto lunga e stretta, leggermente affusolata.

PIEDI

Compatti e ovali, con cinque dita sui piedi anteriori e quattro su quelli posteriori.

ZAMPE

Robuste e proporzionate al corpo.

Ocicat cioccolato

Questo gatto di taglia medio-grande ha un corpo lungo e muscoloso. Si muove con grazia e flessuosità, mantenendosi vicino al terreno come l'ocelot selvatico - cui un pò somiglia - quando punta la preda.

 

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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare





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