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Egyptian mau




Mau o Miw era il nome che nell'Antico Egitto veniva dato al gatto sacro di casa, perciò tra tutti i gatti domestici l'Egyptian mau è quello che vanta origini più auguste

Storia

Esemplari simili all'Egyptian mau sembrano risalire molto addietro nella storia, soprattutto in Medio Oriente. Si ritiene che la razza sia naturale, originaria del Cairo. Il primo esemplare apparve in Europa a una mostra felina tenutasi a Roma verso la metà degli anni Cinquanta del secolo scorso, da dove fu poi introdotto negli USA nel 1953. Il riconoscimento ufficiale non giunse che quindici anni dopo, e ora è riconosciuto anche in Gran Bretagna. In Italia i primi esemplari sono stati importati nel 1990 direttamente dagli USA.

Temperamento

È un gatto piacevole e giocherellone, che ama imparare giochi e trucchetti. È una delle poche razze che si diverte a passeggiare al guinzaglio. È anche molto coraggioso e tende a restare nel suo territorio piuttosto che sparire appena ci sono problemi, ma se decide di correre, è il più veloce di tutti i gatti addomesticati.

Varietà

Ne esistono cinque. Il Silver ha corpo argentato con disegni neri, il Bronze marrone chiaro con disegni marrone scuro, il Pewter corpo grigio rosato con disegni neri o marrone, il Fumè corpo argento pallido con disegni neri e il Nero ha lo stesso colore del Fumè, ma senza sottopelo bianco.

CARATTERISTICHE

TESTA

È cuneiforme, ma arrotondata con il naso corto. Disegno a scarabeo sulla fronte.

OCCHI

A mandorla e color verde chiaro.

ORECCHIE

Di grandezza media o larghe, distanti e leggermente appuntite. Ciuffi di pelo nelle orecchie.

CORPO

Di taglia media, aggraziato e muscoloso.

MANTELLO

Fine e sericeo, ma denso e compatto al tatto. È di lunghezza media e formato da peli con due o più bande del ticking. Il colore dev'essere grigio rosato con disegni marrone.

CODA

Di lunghezza media e leggermente affusolata.

PIEDI

Piccoli, ben fatti e leggermente ovali.

ZAMPE

Di lunghezza media, proporzionate al corpo. Le zampe posteriori sono più lunghe di quelle anteriori.

Egyptian mau pewter

Secondo una credenza popolare l'Egyptian mau sarebbe un diretto discendente del gatto simboleggiato dalle divinità egiziane di Bastet e Ra. Infatti presenta sulla fronte un disegno simile allo scarabeo sacro egiziano, disegno che si ritrova nelle immagini dei gatti dipinti sulle decorazioni dei templi dell'Antico Egitto.

 

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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare





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