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British squama di tartaruga




Anche se il mantello dello Squama di tartaruga, con le caratteristiche macchie nere, crema e rosse, è molto diffuso nel gatto domestico, si tratta in realtà di una colorazione difficile da ottenere con la giusta ripartizione di colore prevista dallo standard. Il metodo migliore per produrre la disposizione dei colori desiderata è di accoppiare le femmine con maschi in tinta unita, rossi, neri o crema. Quasi tutti gli Squama di tartaruga sono femmine, a causa delle leggi di trasmissione genetica

Storia

Come la maggior parte dei gatti a pelo corto, anche lo Squama di tartaruga fu ottenuto selezionando i migliori esemplari di gatti comuni. Fu comunque uno dei primi a partecipare alle esposizioni.

Temperamento

La gatta British squama di tartaruga è estremamente intelligente, affettuosa e affascinante ed è sempre molto richiesta come animale da compagnia.

Varietà

Ci sono due varietà. Gli esemplari Tartaruga e Bianco sono uguali allo Squama di tartaruga con l'aggiunta di chiazze bianche. Nella varietà Tartaruga blu e bianco, nota come Dilute calico negli Stati Uniti, al nero si sostituisce il blu e al rosso il crema.

CARATTERISTICHE

TESTA

Ampia e rotonda, il naso diritto. La pelle naso dev'essere rosa, o una mescolanza due colori.

OCCHI

Grandi e rotondi, color arancio scuro o rame brunito.

ORECCHIE

Di media grandezza e a punta arrotondata.

CORPO

Forte, muscoloso e robusto.

MANTELLO

Macchie ben delineate di nero, rosso, crema e bianco.

CODA

Corta e grossa.

PIEDI

Larghi e rotondi. I cuscinetti devono essere rosa, neri o una mescolanza dei due colori.

ZAMPE

Corte, ma ben proporzionate.

Un amico leale

Note con il simpatico soprannome di "tortie" (dall'inglese tortoiseshell), le gatte di questa razza sono state fedeli compagni dell'uomo dalla fine del XIX secolo.

British squama di tartaruga con bianco

Precedentemente conosciuta con il nome di Chintz o di Gatto spagnolo, la varietà ha il mantello nero e rosso come lo Squama di tartaruga con l'aggiunta di macchie bianche. La FIFe riconosce questo gatto come una varietà del Bicolore e non dello Squama di tartaruga.

Squama di tartaruga con bianco varietà blu

Nel mantello di questa varietà recentemente sviluppata, il nero e il rosso sono sostituiti dal blu e dal crema. La pelle del naso e dei polpastrelli e rosa, blu o una mescolanza dei due colori.

 

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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare





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