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Alano




L'alano viene anche chiamato l'Apollo dei cani o, nei paesi anglossassoni, il Grande Danese

Tuttavia questa razza ha origini tedesche, anche se non è chiaro come sia stato possibile ottenere un cane di dimensioni così gigantesche. C'è chi teorizza che sia imparentato con antichi molossoidi trattati dagli antichi Fenici o che le sia arrivato a seguito della migrazione di una popolazione originaria dell'attuale Iran, gli Alani.

Cane di grande taglia, nonostante le dimensioni ha un aspetto elegante e slanciato. A seconda degli standard l'altezza minima al garrese deve essere di 70 cm. per un peso di almeno 50 Kg. Nel Guiness dei Primati viene documentato un esemplare di Alano la cui altezza al garrese superava il metro. Il mantello a pelo raso può essere fulvo, nero, tigrato o bicolore nero con inserti bianchi. Il cosidetto Alano Arlecchino si distingue per la colorazione bianca a grosse macchie nere.

Di carattere fedele e leale, l'Alano è un eccellente cane da guardia anche se difficilmente arriva ad attaccare le persone. Tuttavia l'aspetto è spesso sufficiente per mettere in guardia i malintenzionati. Sono cani intelligenti, molto protettivi e fedeli verso la propria famiglia. Anche all'paerto difficilmente si allontanano dal proprio padrone. L'Alano può essere educato facilmente e non ha bisogno di un continuo allenamento per ricordare i comandi appresi.

Purtroppo, come molte altre razze di cani grandi e pesanti, l'Alano tende a soffrire di displasia, un difetto delle articolazioni del gomito o dell'anca che può portare a gravi forme di artrosi, soprattutto in età adulta e senile. Ogni esemplare di Alano dovrebbe perciò essere sottoposto ad analisi radiologica al termine del periodo della crescita per accertare il problema: solo i cani non affetti da displasia sono idonei alla riproduzione con scarse probabilità di generare individui malati.
 

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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare



La Resurrezione spiegata dal Maestro Tibetano D.K. nel TRATTATO DEI SETTE RAGGI

Iniziazione VII. La Resurrezione.

"Non c’è un’idea più coltivata soggettivamente dall’umanità di quella della resurrezione, quando la vita sembra dura e le circostanze non hanno in sé speranza di felicità, e quando non c’è nulla d’invitante di natura tale da fare intraprendere gioiosamente il lavoro quotidiano, e quando le notti di sonno sono notti d’incubo, il pensiero di elevarsi al di sopra di tutte queste circostanze, di lasciarsi indietro tutto e di cominciare una vita nuova, porta con sé forza e speranza.

In Occidente, la festa dell’anno considerata più importante è quella della Pasqua — il giorno della Resurrezione. Tuttavia duemila anni fa il Cristo non sì levò dal sepolcro di pietra per riprendere il corpo che aveva abbandonato. Egli passò la settima grande iniziazione che considereremo oggi, e conobbe il segreto della vita, di cui l’immortalità non è che uno dei suoi tanti attributi. L’umanità pone frequentemente l’accento sull’attributo, sulla qualità e sulle reazioni, e non su quella che è la realtà fondamentale sottostante. Gli uomini si occupano degli effetti e non delle cause; per esempio, il genere umano si preoccupa della guerra e degli orribili preparativi di altre guerre, e non si preoccupa anzitutto di ciò che causa la guerra e che, se trattato in modo giusto impedirebbe la guerra. Consideriamo adesso qualche aspetto della settima iniziazione.

La parola “resurrezione” ha un profondo significato, latente nella sua etimologia, che spesso non è messo in evidenza. L’interpretazione usuale è che la parola deriva da “re” di nuovo, e “surgere”, sorgere, perciò sorgere nuovamente. Tuttavia la consultazione del dizionario mostra che il prefisso significa “ritorno allo stato originario” elevandosi. Questo ritorno a uno stato originario ci è descritto nel Nuovo Testamento con il racconto del figlio prodigo che disse “Voglio alzarmi e andare da mio Padre”, e dal racconto della resurrezione in cui il Maestro Gesù si alzò dalla tomba: le catene della morte non lo potevano trattenere. Nel momento del suo “alzarsi” ebbe luogo un evento di gran lunga più importante e il Cristo passò la settima Iniziazione della Resurrezione e ritornò al suo stato d’essere originario —per restarvi tutta l’eternità. Questa è la vera resurrezione finale.
Il figlio di Dio ha trovato la via del ritorno al Padre e alla Sua Fonte Originaria, quello stato d’Esistenza al quale diamo il nome di Shamballa. La coscienza della Vita universale è Sua; questo è molto di più della semplice coscienza dell’immortalità perché l’idea o il
concetto di mortalità non vi è contenuto affatto. Vi sono state molte morti nel ciclo eonico di vita dell’iniziato.

1. La morte, familiare e costantemente periodica, del corpo fisico, un’incarnazione dopo l’altra.
2. La morte dei veicoli astrale e mentale, quando l’anima che non muore li abbandona, vita dopo vita — solo per crearne di nuovi finché non ne sia raggiunto il dominio.
3. Poi — come risultato del processo d’incarnazione e dei suoi effetti evolutivi — viene la morte del desiderio e la sua sostituzione con una crescente aspirazione spirituale.
4. Quindi con il giusto uso della mente, viene la “morte” della personalità o piuttosto il suo ripudio e la rinuncia a tutto ciò che è materiale.
5. Ciò è seguito dalla morte o distruzione del corpo causale o dell’anima, alla grande Iniziazione della Rinuncia. Questo processo di morte e resurrezione prosegue incessantemente in tutti i regni della natura; ogni morte prepara la via a maggior bellezza e vitalità, e ogni morte (se l’analizzate con cura) prelude alla resurrezione in un’altra forma, finché giungiamo a questa resurrezione finale e allo stato di realizzazione finale.

Non mi dilungherò qui su questo processo di morte costante seguito costantemente dalla resurrezione, ma esso è la nota fondamentale e la tecnica dell’evoluzione e gli uomini temono la morte solo perché amano indebitamente ciò che è materiale e odiano perdere il contatto con l’aspetto forma della natura. È saggio ricordare che l’immortalità è un aspetto dell’essere spirituale vivente e non un fine in sé, come gli uomini cercano di renderla. Per i Conoscitori della Vita, una frase come “Io sono un’anima immortale” non è nemmeno vera. Dire “Io sono la Vita stessa e quindi sono immortale” si avvicina di più alla verità, ma perfino questa frase (dal punto di vista dell’iniziato) è solo una parte di una verità maggiore. Simbolicamente la natura ci descrive costantemente i fatti essenziali nel corso annuo delle quattro stagioni, nei cicli di luce e di tenebre e nella meraviglia del sorgere della bellezza o del colore o dell’utile funzione di un seme che ha lottato — a causa della sua vita insita — per la luce del sole.
La paura della morte è una delle grandi anomalie o deformazioni della verità divina, di cui sono responsabili i Signori del Male Cosmico. Quando, nei primi tempi dell’Atlantide, essi emersero dal luogo dov’erano stati confinati ed obbligarono la Grande Loggia Bianca a ritirarsi temporaneamente sui livelli soggettivi, il loro primo grande atto di deformazione fu d’impiantare la paura negli esseri umani, cominciando dalla paura della morte. Da quel momento in poi gli uomini hanno posto l’accento sulla morte e non sulla vita e sono stati dominati dalla paura per tutta la loro vita.
Una delle azioni iniziali del Cristo che riappare e della Gerarchia sarà di cancellare questa paura particolare e di confermare nella mente della gente l’idea che l’incarnazione e il prendere una forma è il vero luogo delle tenebre per lo spirito divino che è l’uomo; per lo spirito è una temporanea morte ed un imprigionamento. L’evoluzione, verrà insegnato agli uomini, è in sé un processo iniziatico che conduce da un’esperienza di vita ad un’altra, culminando nella quinta Iniziazione della Rivelazione e nella settima Iniziazione della Resurrezione.
Alla quinta iniziazione, all’iniziato è rivelato che la vita nella forma è in verità morte, ed egli conosce allora questa verità in un modo che le mie brevi parole non possono comunicare. Per lui, la forma muore; egli conosce una nuova espansione di vita ed è sottoposto (se si può dire così) ad una nuova comprensione del vivere. La settima iniziazione è estranea ad ogni considerazione della forma, è l’iniziato diviene un punto concentrato di luce vivente; egli sa in modo indescrivibile che la vita è tutto ciò che È, e che è questa vita e la sua pienezza reale, che lo rende parte di Quello che sta al di fuori della nostra Vita planetaria; egli ora può partecipare a quell’Esistenza extraplanetaria in cui il nostro Logos planetario vive, muove e ha il suo essere. Questa è la “vita più abbondante” di cui parlò il Cristo e che solo un iniziato del settimo grado può comprendere od esprimere.
Dopo la quinta iniziazione l’iniziato ha lentamente percepito la natura di questa Vita maggiore, la vita del “Dio Sconosciuto” com’è stata chiamata, che avvolge tutte le vite e tutte le forme esistenti sopra e dentro il nostro pianeta e tuttavia rimane — più grande della nostra Vita planetaria includendo in modo ancora più vasto del nostro Logos planetario, e la Cui grandezza, bellezza, bontà e conoscenza sono, per il nostro Logos planetario, ciò che la Sua vita è rispetto alle forme inferiori di vita del terzo regno o regno animale. È solo con questo paragone inadeguato che si può giungere ad una pallida comprensione di quel grande TUTTO di cui il nostro pianeta e il nostro Logos planetario non sono che una parte. È questa la rivelazione accordata all’iniziato alla settima iniziazione della Resurrezione. Egli prende questa iniziazione su quello ch’è denominato (in mancanza di una espressione migliore) il “Piano logoico”, ossia sul livello di coscienza del Signore del Mondo.
A questa iniziazione l’Iniziatore è assistito da due gruppi di Esseri; uno è il piccolo gruppo dei “Conoscitori del Proposito, i Custodi della Volontà” e l’altro è un gruppo assai più ampio, i cui membri sono conosciuti come “i Saggi e le Energie Attrattive di Shamballa”. Naturalmente cerco di tradurre certe parole brevi e dei simboli intricati in frasi che possiate comprendere e che solo confusamente trasmettono il vero significato di Coloro che funzionano su questo che è il livello più elevato del piano fisico cosmico. Su questo livello l’elettricità dinamica è conservata come in un grande serbatoio di potenza ed è indirizzata da questi due gruppi che incarnano la volontà e la qualità della volontà della Divinità, che noi chiamiamo Volontà-di-Bene. Essi sono gli Agenti direttori e sono la corrispondenza dei centro ajna del genere umano, salvo che qui è il centro ajna del Logos planetario, nello stesso senso in cui Shamballa ne è il centro della testa, la Gerarchia il centro del cuore e l’Umanità il centro creativo della gola. Il movimento, l’attività progettata e le sette grandi energie creative dei raggi sono da Loro indirizzate all’azione sotto l’influenza dei sette Signori di Raggio; i Signori dei Raggi incarnano la vita qualificata dai sette aspetti dell’Amore; ma sono di un ordine così elevato che non possono funzionare da Agenti creativi dirigenti, ma operano per mezzo dei loro Rappresentanti esperti e sviluppati.
Così come esiste un gruppo di Iniziati Contemplativi, chiamati nella fraseologia orientale i “Nirmanakaya”, che funzionano in profonda meditazione da un punto mediano tra Shamballa e la Gerarchia, così questo gruppo molto più elevato di Signori dei Raggi, funziona tramite una profonda meditazione cosmica fra il nostro pianeta, la Terra, e il nostro pianeta fratello, Venere. Troverete utile leggere attentamente la Dottrina Segreta e il Trattato del Fuoco Cosmico e rinfrescarvi la memoria circa questa relazione. Una corrispondenza inferiore a questi due gruppi importanti si è formata a mezza via fra la Gerarchia e l’Umanità, e gli diamo il nome di Nuovo Gruppo dei Servitori del Mondo. Tutti questi gruppi sono fondamentali dei “trasmettitori d’energia”, i due più alti sono straordinariamente sensibili all’impressione cosmica e alla qualità vibratoria del corpo extraplanetario di Avatar che Si tengono pronti a funzionare come energie distruttive o costruttive in qualsiasi parte del nostro sistema solare e sono sotto la direzione del Logos Solare.
L’Avatar di Sintesi, che opera in collaborazione col Cristo, è uno di Loro. Tenete presente che questi Avatar extra-planetari non sono giunti al loro alto stato di sviluppo spirituale sul nostro pianeta e nemmeno nel nostro sistema solare. La loro origine, la loro sorgente e i loro rapporti spirituali sono un grande mistero perfino per i Logoi planetari — in aiuto dei quali essi vanno quando l’appello invocativo d’un pianeta è adeguato. Non pensate che vengano per trasformare il male in bene o per arrestare il male. Alcuni, pochissimi, possono farlo; ma Essi lavorano lungo la linea delle sette energie di raggio nel sistema solare e producono certi effetti desiderati in qualsiasi momento particolare; il lavoro costruttivo dell’Avatar di Sintesi vi apparirà nel nome col quale è conosciuto; Egli viene sulla Terra al fine di promuovere la manifestazione dell’unità, dell’unicità e dei rapporti reciproci, e perciò viene per utilizzare ed applicare energia di primo raggio. Ricaricherà o galvanizzerà i tre gruppi — gli Agenti Direttivi a Shamballa, i Nirmanakaya e il Nuovo Gruppo dei Servitori del Mondo — con l’energia dinamica e — in modo misterioso — li metterà in rapporto reciproco, in modo che saranno presenti in Terra una sintesi e un allineamento nuovi. Tutti questi Avatar incorporano dell’energia nella misura in cui ogni singolo pianeta è suscettibile di riceverla.
Questi sono elementi d’informazione interessanti, ma hanno valore solo in quanto vi trasmettono un senso d’integrazione planetaria e di sintesi solare, e vi presentano un più intimo rapporto spirituale reciproco del quale voi, come individui, potete essere partecipi se collegate il destino e il servizio vostri a quello del Nuovo Gruppo dei Servitori del Mondo. Allora sarete nella linea diretta di discesa spirituale dell’energia divina; in questo pensiero sta la chiave della dottrina (tanto deformata e usata male) della Successione Apostolica. I dettagli, i membri e le tecniche dei due gruppi superiori sono al di là della vostra comprensione; Essi lavorano in collaborazione con il Logos planetario stesso, e Coloro Che compongono questi gruppi sono degli iniziati di grado superiore al quinto. La maggior parte dei Nirmanakaya hanno preso la sesta e la settima iniziazione, mentre tutti i membri del gruppo che funziona a mezza via fra la Terra e Venere hanno preso l’ottava e la nona iniziazione. Alcuni di Loro, come ho accennato prima, aiutano l’iniziato del settimo grado; un loro gruppo ancora maggiore partecipa alle attività delle due iniziazioni finali.
La settima iniziazione dà all’iniziato il diritto di “andare e venire nelle corti di Shamballa” secondo come richiesto dal loro lavoro e dal loro servizio”. Ed è pure lì ch’egli va per la necessaria ricarica periodica o ciclica che lo mette in grado di lavorare.
Vi è un aspetto dell’iniziazione che tende ad essere trascurato. Ogni iniziazione è un processo di trasmissione d’energia da un centro d’energia superiore ad uno inferiore; ogni iniziazione carica l’iniziato di forza elettrica, e questo caricare e ricaricare si riferisce a ciò che H.P.B. definisce “il mistero dell’elettricità”. Queste trasmissioni d’energia aumentano la forza magnetica attrattiva dell’iniziato e nello stesso tempo hanno effetti eliminatori. Questo fatto contiene una grande verità planetaria e la chiave della scienza di redenzione planetaria.
Quando la carica spirituale ed elettrica dei tre centri maggiori del pianeta — Shamballa, Gerarchia e Umanità — avrà raggiunto un altro grado di efficienza ricettiva, un certo Avatar cosmico “diverrà cosciente della qualità vibratoria del piccolo punto di luce entro la sfera solare” e allora “volgerà il Suo sguardo e invierà la sua forza fino a quel punto di luce, e il male cosmico sarà scacciato e non troverà più posto sulla Terra."

dal "TRATTATO DEI SETTE RAGGI" volume quinto, I RAGGI E LE INIZIAZIONI

 





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