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Basset hound




Il Basset Hound, pur essendo annoverato tra le razze canine ufficialmente anglosassoni

Ha origine in Francia, paese da cui, alla fine dell'ottocento diversi esemplari partirono alla volta della Gran Bretagna dove iniziava l'allevamento sistematico di questo cane particolarissimo; da qui la razza si è irradiata nell'intero mondo cinofilo (negli Usa soprattutto dove il BassetHound ha un 'enorme diffusione), riscuotendo un buon successo in virtù di un'epidermica simpatia e doti da cacciatore indiscutibili.

Cane dal tipico aspetto, basso sugli arti, (altezza ricompresa tra i 33 ed i 38 cm al garrese), peso intorno ai 30 kg., corpo lungo con petto in evidenza, orecchie lunghe pendenti, occhi malinconici, rughe su tutta la testa, tutti i colori del mantello (formato da pelo fitto e corto) sono ammessi dallo standard (più frequentemente si incontrano Basset Hound tricolore o bianco e limone).

Il Basset Hound è una miscela sraordinaria di simpatia e dolcezza, in virtù di un aspetto decisamente buffo e di un atteggiamento malinconico conferitogli soprattutto dallo sguardo e dalle profonde rughe che ne solcano muso e testa. Si tratta di un cane selzionato per la caccia, dotato di un eccellente fiuto che sembra derivargli direttamente dal sangue di bloodhound, razza che sembra all'origine della selezione del BassetHound; si rivela ottimo nella caccia ai conigli ma anche lepre, capriolo e fagiano sono alla portata delle sue ottime qualità venatorie (la razza è in grado di mostrare un'agilità insospettabile in un fisico del genere).

Dolce e mai aggressivo, affettuso ma un po' testardo, il Basset Hound ha conquistato il cuore dei cinofili ritagliandosi un posto di tutto rispetto come cane da compagnia, ottimo per i giochi con i bambini, piacevole con tutti, ben disposto a trascorrere ore in casa pur se in compagnia del suo padrone o della famiglia (soffre particolarmente la solitudine ed ama la compagnia anche di altri cani o animali). In linea con la sua attività di cacciatore, il Basset Hound necessita di una buona dose di moto quotidiano e di lunghe corse per saziare la sua frenesia di movimento.

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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare





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