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Basenji




Il Basenji è una razza di cane da caccia che ha origine nell'Africa centrale

l Basenji produce un insolito canto come suono, a causa della sua forma insolita della sua laringe. Questa caratteristica dà anche al Basenji il soprannome di "Cane voce." Nel comportamento e nel temperamento ha alcune caratteristiche in comune con i felini. Talvolta indicato come un dingo egiziano o africano, il Basenji , come il dingo e alcune altre razze di cani, entra in estro solo una volta all'anno. Sia il dingo che il Basenji mancano di un odore caratteristico, ed entrambi sono considerati relativamente silenziosi, più inclini a latrare, a canti modulati, e altre vocalizzazioni ondulate che al caratteristico abbaiare delle moderne razze canine.

I Basenji sono piccoli, di aspetto elegante, con corti peli, tengono le orecchie erette, hanno una coda arricciata, e un grazioso collo. La fronte della Basenji è rugosa, soprattutto quando l'animale è giovane. Gli occhi del Basenji sono tipicamente a forma di mandorla, e danno al cane l'aspetto da strabico e serio. I cani di solito pesano circa 11 kg e sono alti mediamente 40,6 cm al garrese. Essi hanno in genere un corpo squadrato. Il Basenji è un cane atletico ed è molto potente per le sue dimensioni. Il Basenji è riconosciuto nei seguenti colori standard: rosso, nero, tricolore, e con strisce nere su uno sfondo di colore rosso, e tutti i bianchi, da parte della FCI, KC, AKC, e UKC. Ci sono altre varianti, come il "trindle", che è un tricolore con punti grigio pezzato, e molte altre colorazioni esistono in Congo, come il color fegato , ombreggiato rosso, ridotto tricolore e cani pezzati.
 

Il Basenji è vigile, affettuoso, energico, e curioso, ama giocare ed è un grande animale domestico, fintanto che viene gestito regolarmente fin dalla più tenera età e i proprietari sono molto pazienti. Il Basenji può essere riservato con gli estranei. Non è molto attendibile con altri animali domestici. Solitamente è paziente, ma non è molto adatto a vivere con bambini piccoli. La razza ama arrampicarsi e può facilmente superare alte recinzioni. Il futuro proprietario di un Basenji dovrebbe essere sicuro di potergli insegnare l'obbedienza, oppure di portarlo da un buon istruttore che capisce come lavorare con tutte le razze, non solo con le solite obbedienti razze. Per far fronte alle sfide presentate dal Basenji bisogna essere un ottimo trainer e riuscire a rafforzare il legame tra cane e proprietario. Il Basenji rispondere bene agli ordini portati con fermezza e coerenza. L'addestratore deve essere più ostinato del cane per conseguire risultati!

Diversi Basenji soffrono di PRA, che provoca la cecità e la sindrome di Fanconi, che può causare l'insufficienza renale. Oltre alla sindrome di Fanconi e PRA, soffrono anche di ipotiroidismo, IPSID (immuno proliferative malattia sistemica intestinale), HA (anemia emolitica), e alcuni hanno l'ernia ombelicale. I Basenji sono anche sensibili a alcuni prodotti chimici usati per la pulizia della casa che possono causargli problemi al fegato.

In un'indagine del 2004 del Kennel Club britannico è stata rilevata una vita media del Basenji di 13,6 anni (su un campione di 46 cani deceduti), che è di 1-2 anni più lunga della media della vita di altre razze di taglia simile. Il cane più vecchio nel sondaggio è morto a 17,5 anni. Le più comuni cause di morte sono state; vecchiaia (30%), urologiche (incontinenza, sindrome di Fanconi, insufficienza renale cronica 13%), comportamento ("non specificata" e aggressione 9%), e il cancro. (9%).

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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare





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