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Chow chow




Il chow chow è una razza canina le cui origini sono a tutt'oggi oggetto di notevoli discussioni, anche se una delle poche certezze, ad un certo tempo della sua evoluzione, individua il chow chow come cane in uso presso le popolazioni mongole da cui partì alla volta della Cina ed anche della Gran Bretagna

Quasi certamente al seguito di mercanti che ne apprezzarono l'aspetto assolutamente unico. Di origini contese tra Cina e Gran Bretagna (paese quest'ultimo da cui partì la conquista del chow chow alle altre nazioni europee), questa razza si è molto diffusa in ragione di un aspetto accattivante ed unico nel panorama cinofilo.

Il chow chow, alto dai 48 ai 56 cm. al garrese per i maschi, da 46 ai 51 cm. per le femmine, pesante dai 20 ai 30 kg., mantello di pelo foltissimo, a formare la tipica criniera leonina intorno al collo, colore nero, rosso, blu, bianco, crema, caratteristica lingua blue, coda portata arricciata sul dorso, andatura lenta e fiera, muso similissimo a quello di un orso.

Diffidente con gli estranei, è cane geneticamente portato alla guardia, compito che svolge con compostezza ed andatura leonina, da vero re del luogo alla cui guardia è preposto. Il carattere del chow chow, in linea con il suo aspetto, è assolutamente unico, indipendente, per nulla disposto alla cieca obbedienza ma anzi restio a costrizioni ed addestramenti, è poco incline a palesi manifestazioni d'affetto ed al gioco, serbando sempre un certo regale distacco in ogni situazione (distacco che non significa indifferenza ma delinea solo un diverso modo di rapportarsi con il mondo che lo circonda). Tranquillo ed intelligentissimo, dotato di memoria incredibile, non è un attaccabrighe ma può reagire con ardore insospettabile di fronte all'aggressione di un altro cane.

Il chow chow necessita di regolari spazzolature ma è un cane dalla pulizia impeccabile che ben si adatta alla vita in appartamento ed al ruolo di cane da compagnia, se si saprà apprezzarne lo straordinario e particolarissimo carattere.

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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare





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