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Dalmata




Il Dalmata è una razza canina di origine antichissima, che possiamo trovare riprodotta in molti bassorilievi egizi

Alcuni autori sostengono la teoria che il suo ascendente sia stato il “Bracco del Bengala”, ormai estinto, che fu incrociato con il “Bull terrier” e poi con il “Pointer” e per questo appartiene al gruppo dei segugi e cani per pista di sangue. Molte sono tuttavia le incertezze circa l'origine del Dalmata, ma possiamo dire con certezza che è un cane di nazionalità Croata, e che il suo nome deriva dalla Dalmazia.

Nella storia dell'allevamento del Dalmata ha giocato un ruolo fondamentale l'Inghilterra: qui infatti è cominciato l'allevamento di questa razza e la definizione dello standard. Proprio l'aristocrazia inglese vide per prima l'eleganza di questo cane e cominciò a utilizzare il Dalmata come cane da ornamento; infatti, nell’Europa ottocentesca il Dalmata accompagnava le carrozze trainate dai cavalli per dare eleganza e tono al corteo,e questa familirità con i cavalli è ancora visibile nei Dalmata allevati oggi. Lo stesso cane veniva anche utilizzato per proteggere i passeggeri dagli assalti dei briganti grazie alle sue eccelse qualità di guardiano.

Nel corso degli anni, i Dalmata hanno eseguito diversi tipi di lavori: cani da pastore, cani da guardia, stelle del circo e negli Stati uniti ha assunto il ruolo di mascotte dei pompieri, affiancandoli a bordo delle autopompa.

Divenuto popolarissimo con il film di Walt Disney: "La carica dei 101" il Dalmata è diffuso ovunque, anche grazie al caratteristico mantello bianco con macchie nere o marroni di 2-3 cm di diametro sul corpo, ed è ormai il cane da compagnia prediletto, anche per la sua indole tranquilla e protettiva.

Caratteristiche del Dalmata

Corpo:

La taglia ideale nel maschio va da 56 a 61 cm, nella femmina da 54 a 59; il loro peso medio si aggira sui 25 chilogrammi.

Mantello:

Il pelo è corto, ruvido, fitto, di aspetto liscio e lucente. Il colore di fondo è bianco puro: le macchie, che possono essere nere o marroni, non devono confondersi, devono essere tonde e nettamente disegnate, ben ripartite.

Testa:

La testa presenta una buona lunghezza, con cranio piatto che raggiunge la sua larghezza massima tra le orecchie e ben disegnato a livello delle tempie. Lo stop è visibile ma non troppo pronunciato. Il muso è lungo e potente, ma non sottile o affilato. Gli occhi, distanziati ma senza eccesso, di dimensioni medie, sono rotondi, vivaci e brillanti. Le orecchie sono attaccate alte, ricadono aderenti ai lati della testa.

Coda:

Raggiunge approssimativamente il garretto; è larga alla base e si assottiglia gradualmente verso l'estremità.

Carattere:

Il dalmata è un cane con grandi attitudini di guardiano, è un cane socievole perchè non è particolarmente pauroso o diffidente.

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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare





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