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Golden Retriever




Era chiamato "Retriever a pelo ondulato" o "Retriever oro" sino ai primi del 1900

Riconosciuta come razza ufficialmente dal Kennel Club Inglese solo nel 1960, il Golden è, con il Labrador, la razza più conosciuta dei gruppo dei Retriever. Di carattere dolce, ama le persone, è affettuoso senza essere invadente, impara subito, educabile facilmente, si adatta a qualsiasi ambiente, vanta insomma ottime qualità comportamentali. Come per tutto il gruppo dei Retrievers, è un cane da caccia, vero ausiliare del fucile e gran riportatore dal "dente dolce" che predilige l'acqua alla campagna. Il Golden necessita perciò di  spazio e di moto: correre, giocare, svolgere insomma una intensa attività motoria giornaliera.

Esistono diverse opinioni sulle origini di questa razza. C’è chi lo fa discendere dal “Flat Coated Retriever” e dal “Tweed Watar Spaniel”, ormai scomparso. C’è un’altra, ben più complessa ipotesi, cioè che la sua derivazione si debba ai cani da riporto denominati “Russian Retrievers” che nel 1858 un certo Lord Tweedmouth, introdusse in Gran Bretagna avendoli acquistati da un circo. Lord Tweedmouth decise di incrociarli con il “Bloodhound” e con i “Setter”, e dette origine al Golden Retriever.

La struttura è simmetrica, robusta e armoniosa. Molto elegante a causa del suo lungo pelo dorato, lucente e frangiato. La sua muscolatura è ben sviluppata e assume nell’insieme un aspetto possente. A causa delle sue eccellenti qualità olfattive e dinamiche, gode dei favori di tantissimi appassionati della caccia in diversi paesi d’Europa. Anche se non è diffuso come il Labrador Retriever, il Golden è riuscito a farsi apprezzare ugualmente ad a raggiungere alti livelli di diffusione in Gran Bretagna, dove la caccia è molto praticata. La sua espressione è mite e rappresenta bene il suo carattere. Per la sua lealtà e fedeltà, si tratta di una razza a varie attitudini. Adatto anche per la guardia e per la compagnia. Affezionato sempre alla famiglia ed ai bambini. Ama moltissimo stare all’aperto e fare lunghe passeggiate ed esplorazioni. Molto disinvolto in luoghi selvatici è davvero rapido nella corsa e nei movimenti.

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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare





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