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Pechinese




Il pechinese è una razza antichissima che la leggenda vuole frutto dell’amore tra un leone ed una scimmia

Aparte la leggenda, il pechinese ha origini antichissime, con testimonianze che ne attestano la presenza circa 4000 anni. Il pechinese ritenuto il protettore del Buddha, verrà gelosamente custodito nei giardini della città proibita, venerato alla stregua di una divinità capace di tenere lontano gli spiriti malvagi

Aspetto particolarissimo simile ad un piccolo leone con la folta criniera formata da pelo lungo con frange, pelo che secondo lo standard può essere di qualsiasi colore tranne bianco e fegato; la costruzione è quella di un cane basso sugli arti ( altezza al garrese tra i 15 ed i 25 cm)e robusto rispetto l’altezza (pesante dai 2 ai 5,5 kg.), “muso da scimmia” (tartufo estremamente corto e largo, stop alquanto pronunciato). Foto di cani, foto di cuccioliIl pechinese vanta moltissimi estimatori in ragione dell’aspetto unico nel panorama cinofilo e del carattere altrettanto singolare che contraddistingue la razza; si tratta in effetti di un cane oltremodo orgoglioso e dignitoso, dal comportamento altero, spesso totalmente distaccato da quanto lo circonda.

Riservato con gli estranei, snob lo ha definito qualcuno, questo cane si “apre” con il solo padrone che dovrà essere particolarmente “furbo” nell’educazione, sapendo che il pechinese del tutto indifferente a qualsiasi ordine, non si lascia lusingare da un piccolo premio per l’esecuzione di un’azione richiestagli. Definito anche cane-gatto per la sua indole, è oltremodo fiero e battagliero, non tollera cani di specie diversa dalla sua ed è notoriamente un attaccabrighe, non ama l’esercizio fisico (è un tipo da appartamento) e come un vero nobile, sembra voler essere servito da chi lo circonda.

Il folto pelo del pechinese necessita toelettature frequenti. Ben allevato in Gran Bretagna (l’Inghilterra si può considerare la sua seconda patria) anche in Italia ci sono molti buoni soggetti ed allevatori preparati. Alcuni soggetti possono presentare difficoltà respiratorie.

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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare



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