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Pinscher




I cani di razza Pinscher possono essere di due tipologie Standard e Zwergpinscher (Pinscher Nano), più diffuso in Italia

Le origini di questa razza ci riconducono in Germania, dove troviamo il “Ratte tedesco”, un antico cane da cui discenderebbe il Pinscher.

La prima apparizione ufficiale del Pinscher avvenne nel 1879 ma non ebbe mai, a differenza dei Dobermann e Schnauzer, una grande fama internazionale; un maggiore successo ha avuto lo Zwergpinscher, o pinscher nano, che ha trovato molti estimatori un po' in tutto il mondo.

Nonostante sia un cane poco conosciuto, può vantare di origini addirittura preistoriche come testimoniano numerosi reperti archeologici, al tempo delle palafitte.

Il Pinscher, viene chiamato con l'appellativo di "doberman in miniatura", anche se in realtà è il Dobermann che deve la sua esistenza alle recenti selezioni tra il Pinscher e lo Schnauzer.

Certamente le caratteristiche del Pinscher, quali la docilità, la resistenza, la capacità di fare la guardia o di cacciare, erano apprezzate anche dagli uomini preistorici e fonte di discriminazione nella scelta dei soggetti da far accoppiare, ed è per questo che questo piccolo grande cane è sopravvisuto nei secoli.

Il Pinscher, cane elegante e snello e dal carattere piacevole, è stato considerato, fino a qualche decennio fa, una razza da compagnia; oggi, invece, viene rivalutato come cane da utilità, grazie alle sue doti di guardiano, dovute agli organi sensoriali altamente sviluppati.

Caratteristiche del Pinscher

Corpo:

La statura varia dalla tipologia, infatti è di circa 45-48 cm, per il Pinscher, e circa 25-30 cm, per lo Zwergpinscher.

Mantello:

Il pelo è corto, duro, luminoso e aderente; i colori del mantello sono rosso cervo, nelle varie tonalità, e nero focato.

Testa:

È stretta e allungata, con canna nasale dritta e dentatura resistente. Gli occhi sono di forma ovale e di colore scuro; le orecchie se vengono amputate sono dritte, altrimenti, sono ripiegate a forma di " V ".

Coda: 

Con attaccatura alta. Di norma viene amputata all’altezza della terza vertebra.

Carattere:

È una razza dotata di pregi che ne fanno un eccellente, cane da guardia; inoltre, il carattere piacevole lo rende adatto alla vita in appartamento e in famiglia.

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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare





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