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I cani vanno in paradiso? Papa Francesco: c aldil per tutti gli animali




Bergoglio si esprime sulla vita dopo la morte degli animali. Smentisce Benedetto XVI e riprende una posizione già sostenuta da Giovanni Paolo II

Anche i cani vanno in paradiso, così come tutti gli altri animali. Lo ha affermato Papa Francesco in apertura dell’udienza generale in Vaticano di questa settimana. E non solo i nostri amici a quattro zampe, ma tutti gli animali. Il discorso controverso era incentrato sul tema della vita e della morte. A tal proposito, Francesco ha richiamato l’immagine dell’Apostolo Paolo che si rivolge a un bambino in lacrime per la morte del suo cane: “Un giorno ritorneremo a vedere i nostri animali nell’eternità di Cristo”.

In Piazza San Pietro, il Papa ha affrontato il cuore delle “vecchie domande” sulla vita dopo la morte. “Le Sacre Scritture ci insegnano che la realizzazione di questo meraviglioso disegno riguarda tutto quello che c’è intorno a noi e che è venuto fuori dal pensiero e dal cuore di Dio”, ha detto, aggiungendo che secondo la teologia paolina, come si può leggere nella lettera ai Colossesi  del Nuovo Testamento, “tutte le cose sono state create dalla mente e dal cuore di Dio e quindi tutte faranno parte della sua gloria finale”.

Papa francesco accarezza un caneLe domande sul paradiso dopo la morte, ha spiegato Bergoglio, non sono una cosa nuova, ne parlavano già gli apostoli. Tuttavia, Francesco spiega alla folla che non deve avere paura, perché “il paradiso è aperto a tutte le creature e lì saremo  investiti dalla gioia e dall’amore di Dio, senza limiti. E’ così bello pensare di stare faccia a faccia con lui che dà forza all’anima”.

La “Nuova Gerusalemme”, ha aggiunto il Papa, "il Paradiso”, piuttosto che un luogo è uno stato d’animo attraverso il quale si raggiunge la piena maturità.

Allo stesso modo, Giovanni Paolo II aveva preso in passato una posizione simile, affermando che non solo gli uomini e le donne, ma anche gli animali hanno un “soffio divino”. A differenza di Benedetto XVI, suo successore, che era molto appassionato di gatti ma che ha mantenuto un idea più tradizionale: “Per quanto riguarda le altre creature che non sono chiamate all’eternità, la morte significa soltanto la fine dell’esistenza sulla terra, per noi invece il peccato crea un vortice che rischia di affondarci per sempre se il Padre che è nei cieli non stende la sua mano”.

Interpretazioni dubbie

Gianni Colzani, professore di Teologia presso la Pontificia Università Urbaniana di Roma,  dà un’altra interpretazione del discorso di Papa Francisco di questa settimana. “Tutti noi pensiamo che ci sarà continuità tra questo mondo e la gloria futura. E’ l’equilibrio tra le due cose che non siamo in grado di determinare ed è per questo che penso che dovremmo trarre ulteriori conclusioni rispetto a quelle del Papa”.

Bergoglio chiarirà la sua posizione sugli animali nell’Enciclica sull’ambiente e la natura che sta scrivendo? In attesa, rimaniamo col dubbio, immaginando la sorpresa che potrebbe avere San Pietro nel vedere bussare un tenero cagnolino alle porte del paradiso.

Fonte: resapubblica

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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare





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