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IL RETTO SENTIERO E LAMORE PER SE STESSI




Il retto sentiero non è una definizione di giusto o sbagliato, piuttosto implica l’assoluta presenza e consapevolezza delle proprie azioni, l’essere svegli e noi non lo siamo ancora del tutto.
Senza riferimenti alle sciagure dell’umanità ma prendendo i singoli casi di persone della nostra cerchia di amici e di lettori di Visione Alchemica che ci scrivono per un consiglio ed un incoraggiamento, abbiamo rilevato che c’è tanta sofferenza nei rapporti interpersonali e nelle relazioni d’amore.

Quante scelte facciamo nella vita e molte di queste si rivelano sbagliate, almeno ad una prima analisi, ma tutte le esperienze che viviamo derivano da queste scelte e a volte ci rendiamo conto di aver sbagliato dopo molto tempo; ma dove eravamo mentre facevamo quelle scelte e soprattutto dove eravamo in seguito, mentre le vivevamo nella quotidianità. Eppure eravamo così sicuri fossero scelte giuste, c’è chi ha rivoluzionato la sua vita e quella di altri in funzione di quelle scelte.

Il problema di fondo è che non consideriamo l’impermanenza, in una esistenza i rapporti sono effimeri, come dei lampeggiamenti che durano per poco o per tanto ma destinati a scomparire, per essere seguiti da un’altro modo di esistere e da altri rapporti. Nulla è per sempre è una legge di natura, ciò che determina la sofferenza è la non accettazione di questa legge e l’attaccamento ai rapporti che viviamo e alla dipendenza affettiva. Questa impermanenza si è accentuata in questi ultimi tempi, tutto è più veloce, anche il tempo a detta di molti e sono d’accordo, sembra scorrere più veloce ed ecco che una gran quantità di relazioni si conclude, per dare inizio ad altre relazioni altrettanto effimere. Sembra che questo caos debba farci sperimentare il più possibile in fretta, come se fosse rimasto poco tempo per portare a termine le nostre esperienze.

Chi sta facendo un percorso evolutivo e di consapevolezza ed è toccato da eventi simili, abbandoni del partner, persone che ci lasciano tornando alla vera Casa, ha grandi capacità di recupero, se prima per riprendersi ci volevano anni, ora con la consapevolezza acquisita in pochi mesi siamo già in piedi e pronti per nuove esperienze. Soprattutto per quanto riguarda gli abbandoni del partner, una persona in cammino evolutivo, la prima cosa che fa è l’introspezione e possono veramente uscire meraviglie da questa indagine; dovrebbe persino ringraziare, perché se non fosse successo non avrebbe scoperto quelle parti di sè così nascoste, portando alla superficie frammenti di un passato remoto per essere guariti e ciò porta senz’altro ad un’elevazione della conoscenza di sé stessi!

Sembra che gli eventi vogliano eliminare ogni nostra certezza e sicurezza, destabilizzandoci, si viene shakerati affinché ciò che si trova sul fondo affiori. Il mentale in un periodo del genere è terribile, i pensieri arrivano sempre armati e provocano dolorosamente rabbia, odio e vendetta, è incredibile come la mente riesca a pensare le cose peggiori, è un’ardua impresa mantenere attiva l’osservazione. Le meditazioni sono di grande aiuto e portano intuizioni profonde; nonostante queste esperienze portino sofferenza, dovrebbe essere un punto fermo per chi “abbiamo scelto di essere” a non trasmutare l’Amore in odio e non alimentare il rancore. Se siamo in cammino lo siamo anche e soprattutto nella sofferenza, benché proprio l’essere in un percorso del genere renda ancor più difficile comprendere le dinamiche egoistiche del partner che mette davanti a tutto se stesso; il sano egoismo è doveroso ma delle valutazioni fatte col Cuore e non con la solita “mente” non andrebbero a discapito di energie così importanti in questo periodo di cambiamento.

“Amare se stessi” rimane una bella frase se si affrontano le prove caricandole di drammaticità, il banco di prova è proprio il rimanere soli ed è qui che si verifica l’esistenza di questo amore, rimanendo soli ed a volte anche isolati per necessità, è proprio questo amore per se stessi che dona la forza di rivedere e modificare la propria esistenza. Se l’amore per se stessi esiste ed è già stato coltivato, una perdita o un abbandono sono più facilmente affrontabili, abbiamo noi stessi, nulla manca, l’Amore c’è. Al di là degli aspetti pratici, non abbiamo perso nulla, solo una presenza che viene accompagnata fuori dalla nostra vita con Amore.

Ma se ciò non è, allora la prova sarà più difficile perché dovremo imparare ad amarci, anche nei gesti più banali della giornata. Se prima preparavamo il pranzo per la persona amata ora dovremo fare la stessa cosa per noi, non arrangiarsi con un panino o piluccare porcherie, utilizzare invece proprio il rito del pasto per concentrarsi nelle azioni tipiche e imparare a darci nutrimento, mangiamo il meglio che possiamo e che ci piace e che soprattutto ci faccia bene. Essere nel qui e ora, nel totale silenzio mentale mentre si mangia da soli, amare la propria mano che ci imbocca e l’azione del masticare ed ingerire il cibo. Ogni gesto che facciamo per noi può diventare un rito d’amore e pian piano, anche con l’aiuto delle varie tecniche che conosciamo imparare ad amarsi. Quando c’era quella persona vi impediva di cantare perché stonate un po’?
E allora cantate e assaporate il piacere dell’assenza di critica e della meravigliosa libertà di cantare quando e quanto vi piace!

Grazie a noi c’è un’altra Meravigliosa Energia che si mette in azione e accompagna le giornate di chi sta soffrendo per la mancanza di qualcuno, è quella delle Anime che condividono il nostro cammino di ricerca e di vita. In quel periodo si viene abbracciati da energie di Luce e d’Amore che ci sostengono. Gli amici e amiche ci aiutano a bilanciare le energie pesanti con il supporto dell’Amore incondizionato, persone che saranno presenti, anche senza esserci fisicamente, ognuna porterà il suo dono per guarire la vostra ferita.
Siate grate/i per ciò che è nella vostra vita!

Grazie a tutti noi!

Patrizia di Visione Alchemica

Fonte http://www.visionealchemica.com/

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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare



Obama denuncia repressioni libert religiosa

Washington -Il 6 febbraio, in occasione del discorso pronunciato al National Prayer Breakfast che dal 1953 si tiene a Washington annualmente ogni primo giovedì di febbraio, Barak Obama ha denunciato la repressione religiosa in atto nel mondo e principalmente in Cina, Iran e Corea del Nord: «La storia dimostra che quando le nazioni rispettano i diritti del loro popolo, tra i quali quello della libertà di religione, sono in ultima analisi nazioni più giuste, più in pace e più prospere. Quelle che non rispettano tali diritti diffondono germi d'instabilità, di violenza e di estremismo». 

Obama ha anche ricordato pubblicamente e per la prima volta la situazione dei due americani che hanno chiesto l'intervento del governo degli Stati Uniti dopo essere stati condannati per la loro fede cristiana. «Preghiamo per il pastore Saeed Abedini - ha detto Obama. È stato trattenuto in Iran per più di diciotto mesi, condannato a otto anni di carcere per accuse concernenti la sua fede cristiana». «Mentre continuiamo a lavorare per la sua libertà - ha aggiunto -, chiediamo di nuovo al governo iraniano di rilasciare il pastore Abedini, così che possa tornare tra le braccia amorevoli della moglie e dei figli in Idaho». «Preghiamo per Kenneth Bae - ha detto ancora – per la sua liberazione». Bae, che gestisce una società turistica nello stato di Washington, è stato arrestato non lontano dalla città di Yanji, nel novembre 2012, dove alcuni gruppi cristiani prestano aiuto ai rifugiati nordcoreani. Dopo una serie di viaggi in Corea del Nord per assistere bambini orfani, Bae è stato accusato di aver commesso "atti ostili per far cadere il governo". È stato condannato a quindici anni di lavori forzati, e recentemente chiesto al governo americano di "fare maggiori sforzi e prestare maggior attenzione alla sua situazione". A seguito del discorso di Obama, la moglie di Abedini, Naghmeh, ha dichiarato ai media che era grata al presidente di aver parlato del marito, ma avrebbe voluto che l'avesse fatto prima, così che il marito si sentisse sostenuto e rassicurato. Naghmeh Abedini spera che a questo primo segnale se ne aggiungano altri. Secondo l'Associated Press, anche la famiglia Bae, dopo aver saputo che Obama aveva promesso di lavorare per la liberazione del congiunto, ha espresso gratitudine e speranza in colloqui a favore del loro caro tra gli Stati Uniti e la Corea del Nord. 





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