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A proposito di PERDONO




Prendetevi un momento per onorare vostro padre e vostra madre,
che siano vivi o meno,
che credano o meno in queste cose o
che siano stati buoni con voi oppure no.

Ringraziateli per avervi portato qui.

Perché, dall’altra parte del velo, miei cari, ancora prima di arrivare qua, essi sapevano che cosa stavano facendo. C’era un potenziale di quando la loro biologia si sarebbe unita e avrebbe riportato la vostra vecchia anima su questo pianeta, di proposito.

Kryon

 


Per quanto terribile possa essere stato il rapporto con i nostri genitori,  arriva un momento in cui noi cominciamo a perdonarli, grazie anche ad una nostra maturazione frutto del percorso di crescita e conoscenza di noi stessi. non possiamo negare la tenerezza che ci ispirano, soprattutto nella malattia, sono indifesi, sembrano dei bimbi… non si può fare a meno di perdonarli.

Essi sono il frutto delle loro esperienze, donano a noi, nel bene e nel male, ciò che hanno ricevuto, ciò che è nel limite della loro capacità, educazione, ambiente e conoscenza ecc.
Il nostro percorso di consapevolezza è proprio nel perdono che viene messo alla prova, chi è sul cammino ha iniziato molto presto ad affrontare delle prove, con genitori difficili ed infanzie difficili, anche perchè, ammettiamolo, i ribelli hanno caratteri difficili!

Eppure nel momento in cui li perdoniamo, se il perdono è veramente sentito come totale assenza di recriminazioni, succede il miracolo, se siamo presenti nel qui e ora,  potremo cogliere nel loro sguardo quella tenerezza ed ammirazione che mai ci erano state donate prima, potrebbe accaderci di sentire delle frasi che da una vita attendevamo uscissero da quelle labbra.

Anche il genitore più coriaceo, duro ed inflessibile, può donarci questo miracolo ma dobbiamo essere presenti in quel momento e saper cogliere il suo Amore, potrebbe essere solo una sfumatura nel tono della voce, oppure la meravigliosa tenerezza del suo sguardo; regalo inestimabile, gioia e accettazione, meraviglioso frutto del nostro Perdono e poi la nostra Gratitudine amplificherà il risultato!

Fonte visionealchemica.com

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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare





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