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Ecco perch dovresti congelare i limoni




Conservare succo e buccia di limoni senza spreco, e per la nostra salute

Conservare succo e buccia di limoni per risparmiare e non solo.

Qual è il maggior vantaggio oltre a quello di evitare sprechi? Come accade nella maggior parte dei vegetali, la buccia contiene piú vitamine che la polpa, in questo caso la buccia di limone contiene dalle 5 alle 10 volte di piú vitamine che il suo succo. Quando si pensa ai limoni, si pensa alla vitamina C, ma c’è di piú. È ricco di antiossidanti, i quali si legano ai radicali liberi, prevenendo la formazione di massa cancerogena. Il limone è un prodotto “miracoloso” nell’eliminazione delle cellule cancerogene, è 10.000 volte piú forte della chemioterapia. Congelate quindi un limone, grattugiatelo sui vostri cibi ed otterrete un piú alto valore nutritivo, renderete le vostre pietanze ancora piú deliziose, per una vita piú sana e piú lunga!

Perché non ce lo dicono prima? Perché vogliono che compriamo la vitamina C degli integratori alimentari prodotti in laboratorio , un sotto prodotto praticamente inutile, ma che può essere patentato e che genera un grande volume di affari al settore e ai medici.
Potete ora aiutare i vostri amici quando soffrono di raffreddore, si sono causati un’influenza o vogliono migliorare la propria dieta e dare un tocco raffinato alla loro cucina, o addirittura se si trovano in grandi difficoltá salutari.
Ovviamente non è il limone che agisce sul corpo umano, il limone e le sue sostanze sono inerti. È sempre il corpo che puó ristabilire il suo ordine e la salute. Il limone è semplicemente uno strumento per il raggiungimento e il mantenimento dell’omeostasi, o equilibrio chimico-fisico interiore.

Leggi anche Le 10 proprietà benefiche del limone

Quante persone ancora devono soffrire prima che questo tipo d’informazione si diffonda? Quanti miliardi di dollari ed euro devono essere spesi in una ricerca che non puó altro che portar a vicoli cechi?
Quindi…comprate dei buoni limoni, meglio se biologici (dategli una bella lavata se non), congelateli, grattugiateli al momento di bisogno e godetevi le vostre creazioni culinarie
Possiamo conservare il succo di limone, la loro buccia oppure il limone tagliato a spicchi e pronto per l’uso. Ecco un consiglio per ricavare dal limone più succo: bisogna farlo ruotare sotto al palmo sul piano lavoro facendo una leggera pressione, il limoni si ammorbidirà e sarà più facile spremerlo sino all’ultima goccia.


Conservare il succo di limone: spremere il succo dai limoni  e riempire il contenitore per i cubetti di ghiaccio. Riporre in freezer e far congelare. Al bisogno staccare un cubetto di succo di limone, è molto comodo perchè già dosato. Il succo di limone può essere anche conservato in bottiglie piccole da succo di frutta, tappate ermeticamente e fatte bollire in una pentola ben contrastate calcolando 20 minuti circa dal bollore. ( togliere dalla pentola quando si saranno raffreddare completamente)


Conservare la buccia di limone: prima di spremere il succo bisogna con un pelapatate eliminare solo la buccia evitando la parte bianca, va sistemata su di  una teglia foderata con carta forno. In forno a 60°C per circa 1 ora, sarà pronta quando apparirà secca e ben asciutta .Frullare la buccia essiccata e ricavarne una polvere sottile. Conservare in piccoli vasetti di vetro chiusa ermeticamente. Riporre i vasetti in un luogo asciutto. Come utilizzare la polvere di buccia di limone: per aromatizzare le creme, per insaporire carne o pesce, per le tisane, per accompagnare i formaggi e in tutte quelle preparazioni dove necessità la scorza di limone. Il suo profumo è persistente e inebriante.
Limoni come conservare succo e buccia blog il mio saper fare

Conservare i limoni a spicchi: eliminare la buccia dai limoni ( conviene essiccarla e ridurla in polvere), dividerli in spicchi  e adagiarli su di un vassoio rivestito con carta forno. Riporre il vassoio in freezer per 4 ore circa, devono risultare ben congelati. Conservare gli spicchi di limone congelati in sacchetti per alimenti e riporre nuovamente in freezer. Al bisogno sono già in spicchi e ben separati.

Autore: 1406 1406



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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare





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