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Stare bene e dimagrire usando il subconscio




Le autosuggestioni per condizionare positivamente il subconscio e predisporci al dimagrimento. Ecco qualche consiglio...

Il subconscio è il termine che indica un qualcosa il cui contenuto si trova a un livello inferiore di consapevolezza, ovvero è quella parte di te che percepisci poco, che sta quasi dormendo, ma che devi risvegliare e fare emergere. È il gigante che risiede nella tua interiorità e che non sai di avere. Ciononostante, a volte ti parla, o meglio ti sussurra e ti dà indicazioni che spesso e volentieri nemmeno percepisci o fai finta di non sentire. Così accade che la maggior parte delle volte rimane quasi dormiente e si fa dominare dalle brame generate dagli squilibri dell’energia animica. Non credi anche tu che questo equivalga a non essere liberi?
 
Risvegliarsi per essere libero
 
Essere libero significa avere la consapevolezza di fare, in qualsiasi istante della vita, quello che veramente vuoi fare. Se vuoi realmente dimagrire e stare in salute, per quale motivo stai cedendo alla tentazione di mangiare dolci e patatine? Te lo dico io: perché devi ancora rinforzare il tuo Sé Superiore, devi svegliarlo e renderlo consapevole che è Lui che comanda. È il concetto che nella filosofia viene chiamato Risveglio (nuovamente sveglio).
 
Come rinforzare il tuo Sé Superiore?
Ecco uno degli strumenti in grado di farlo emergere e donargli forza: si tratta di una specie di autoipnosi, chiamata autosuggestione.
 
Come eseguire le autosuggestioni
Le autosuggestioni sono un ottimo metodo per parlare al tuo subconscio. Consistono una specie di mantra che devi ripetere con estrema convinzione e ti permettono di realizzare i tuoi desideri.
 
La prima chiave per formulare una buona autosuggestione sta nella struttura della frase con cui l'autosuggestione stessa viene stabilita, che deve consistere in un'espressione positiva, formulata al presente e contenente un ordine.
Non dovrai mai dire: “Smetterò di mangiare patatine, dolci, ecc”. La giusta formula è: “Io non mangio patatine, dolci, ecc.”.
Questo è davvero il punto più importante da seguire per avere successo con le autosuggestioni. 
 
La seconda chiave per avere esito positivo con le autosuggestioni sta nel momento in cui vengono formulate. Infatti è molto facile parlare al subconscio quando si dorme. Gli ipnotisti non fanno altro che indurre uno stato molto simile al sonno per poi impartire comandi al subconscio.
Di conseguenza, il momento migliore per la ricettività dell'autosuggestione è immediatamente prima di andare a dormire, quando sei in uno stato di dormiveglia, oppure immediatamente al risveglio. Questo non significa che in altri momenti della giornata le autosuggestioni non funzionino, semplicemente che i due momenti indicati sono i migliori in assoluto.
 
La terza chiave per il successo della autosuggestioni è non andare mai a dormire con uno stato di squilibrio dell'energia animica. Se qualcosa ti turba e non riesci a indurre uno stato di quiete, meglio formulare l'autosuggestione in un altro momento. 
Sarebbe buona norma che ti procurassi anche una collanina di 30-40 perle, simile a un rosario. Puoi anche creare una trentina di nodi su una cordicella. A cosa ti serve? Ad evitare di contare quando ripeterai più volte il tuo mantra, distogliendo l'attenzione da quello che stai pensando.
 
La quarta chiave per l'efficacia dell'autosuggestione è immaginare che il tuo desiderio sia già realizzato, come se fosse già realtà. Alcuni scienziati e teorici di fisica quantistica affermano che il pensiero può modificare la natura della realtà, quindi pensa intensamente di avere già un corpo in splendida forma e pieno di energie. 
 
 
Fonte: scienzaeconoscenza.it
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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare





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