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Corretta alimentazione: il segreto nella cena




Tra i tanti consigli per tenere il proprio peso sottocontrollo, questo pare sia il più efficace

Di consigli per tenere sotto controllo il nostro peso senza sofferenze se ne sentono ogni giorno: ridurre le calorie, aumentare le proteine, fare diversi pasti al giorno, non abusare degli idrati di carbonio né degli zuccheri, etc. Tuttavia, un modo per perdere peso in modo progressivo e salutare che ci può sorprendere c'è: controllare la cena. In questo articolo vi spieghiamo come e perché è possibile dimagrire giorno dopo giorno se si cena in modo adeguato.

Ma che succede con la cena?
 
Il detto dice “colazione da re, pranzo da principi e cena da mendicanti”, perché è in questo modo che dovremmo razionare i nostri pasti. In funzione del nostro consumo energetico possiamo giungere alla conclusione che man mano che avanza la giornata, abbiamo bisogno sempre di meno energia, a meno che non teniamo un ritmo di vita più notturno.
 
Se iniziamo a ridurre la quantità di cibo durante la cena oppure a cenare prima, probabilmente avremo più fame la mattina e potremo aumentare la quantità di cibo da assumere a colazione, se già non lo facevate prima. In questo modo, anche se alla fine del giorno avete assunto la stessa quantità di cibo di prima, ripartito in questo modo non verrà favorito l’accumulo di grasso. Il nostro corpo equilibrerà il proprio peso in modo naturale.
 
A che ora bisogna cenare?
 
Un altro motivo per cui dobbiamo controllare le nostre cene,  è che secondo la Medicina Tradizionale Cinese, tra le 23:00 e le 3:00 del mattino, lavorano e si rigenerano la cistifellea ed il fegato, due organi fondamentali per la digestione. Il lavoro di questi due organi condiziona il modo in cui assimiliamo gli alimenti. In questa fascia oraria, il nostro corpo deve aver già compiuto la digestione, per cui l’ideale sarebbe cenare massimo alle 20:00.
 
Quanto cibo possiamo assumere durante la cena?
 
La quantità varierà in base alla persona e al suo ritmo di vita, ma la cosa importante è non patire la fame né tanto meno mangiare più del necessario. Dovreste imparare a trovare quel momento in cui siete soddisfatti, in cui non avete più fame, e smettere di mangiare. Spesso, invece, continuiamo a mangiare perché abbiamo ancora cibo nel piatto, per terminare quello che resta, per gola, per stress, per toglierci lo sfizio di un dolce, etc.
 
Se trovate il modo di smettere di mangiare in questo preciso momento, non solo non ingrasserete, ma faciliterete anche la digestione e vedrete la vostra pancia assottigliarsi; essa, infatti, tende a gonfiarsi quando deve digerire in eccesso.
 
Scegliere alimenti che saziano
 
Un modo per non avere fame senza mangiare troppo consiste nello scegliere alimenti sazianti, ricchi di acqua e fibra, che vi riempiranno prima e che, allo stesso tempo, digerirete con maggiore facilità.
 
Questi alimenti sono soprattutto vegetali, ma troviamo anche un valido aiuto nelle alghe. Potete includere nella vostra alimentazione alghe come il wakame, l’agar-agar, la kombu, gli spaghetti di mare, la spirulina, il klamath, etc. Potete aggiungerle ai vostri stufati oppure, nel caso dell’agar-agar, potete anche preparare dei dolci sazianti e salutari.
 
Quali piatti potete preparare per saziarvi?
 
Verdure saltate (broccoli, carote alla julienne, funghi, mais)
Passata di verdure e avena con alga kombu
Insalata con semi germogliati, mela e avocado
Gazpacho andaluso (una minestra spagnola a base di verdure)
Hummus (puré di ceci) o guacamole con carote alla julienne e cetriolo
Zuppa di verdure
Spinaci con uva passa e pinoli
Passata di zucchine con alga wakame e curry
Insalata fredda di piselli e pollo
Gelatine dolci di agar-agar con mela e cannella
 
E per chi  ha molta fame?
Ci sono persone che vorrebbero cenare meno o prima, ma che non riescono perché lavorano tutto il giorno oppure per altri motivi e quando arrivano a casa la sera tardi è l’unico momento in cui possono cenare con calma.
 
A queste persone consigliamo di fare merenda tre ore prima della cena, in modo che possano ugualmente mangiare i piatti che abbiamo elencato senza eccedere.
 
Tuttavia, ricordate che anche la merenda deve essere sana. Facciamo alcuni esempi:
 
Frutta o succo naturale
Frutta secca: noci, nocciole, mandorle, datteri, uva passa, albicocche, etc.
Bastoncini di pane integrale
Panino integrale da condire con formaggio, pomodoro, avocado, etc.
 
Fonte: viverepiusani.it
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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare





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