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Propriet e Controindicazioni della Pappa Reale




La pappa reale viene prodotta delle giovani api operaie e viene utilizzata per allevare l’ape regina che, proprio grazie a questo “superalimento” raggiunge dimensioni maggiori e vive circa 5 anni in più contro le 5 o 6 settimane delle comuni api operaie

Proprietà
La pappa reale si distingue per il buon contenuto di minerali e vitamine, in particolare di vitamina B5 e più in generale di quelle del gruppo B. E’ costituita per il 65 % da acqua, per il 12 % da proteina grezza, per il 5-23 % di lipidi (compresi gli acidi grassi) e per il 9-16 % da carboidrati, vitamine (soprattutto del gruppo B) e altri elementi. Grazie a questa sua composizione, la pappa reale è particolarmente utile negli stadi di affaticamento e stanchezza psico-fisica. Per questo è utile anche a chi svolge un’intensa attività fisica, come gli sportivi. La si può utilizzare anche in gravidanza e allattamento, in caso di anemia a per contrastare gli stadi di immunodeficienza. Secondo alcuni studi, poi, la pappa reale può essere utile anche in caso di processi aterosclerotici, di stati d’ansia (perché stimola l’umore ed ha capacità di equilibrare il sistema neurovegetativo e psichico) e di riduzione della libido (in entrambi i sessi). Ancora, pare che la pappa reale abbia proprietà antibatteriche (contro alcuni ceppi come Bacillus subtilis, Staphylococcus aureus, Streptococcus hemolyticus e Enterococcus) e possa apportare significativi benefici per la bellezza della pelle. Grazie al buon contenuto di vitamine del gruppo B, infatti, la pappa reale è utile anche per contrastare le rughe, la pelle secca e gli eczemi. Infine, la pappa reale migliora la peristalsi intestinale, aiutando nel trattamento della costipazione.
Controindicazioni
La pappa reale può essere assunta anche dai bambini (previa consultazione del pediatra) e dagli anziani e non ha controindicazioni particolari. Si dovrebbe limitarne l’assunzione solo ai soggetti obesi, per l’azione stimolante dell’appetito o in persone che abbiano manifestato allergie per prodotti affini, come il miele (che pure ha tante proprietà e benefici). Infine, in caso di assunzione eccessiva, è possibile che si manifestino altri effetti collaterali, come cefalee e tachicardia. Per questo, si consiglia di non superare le dosi raccomandate in relazione all’età di ciascuno.

Autore: 1406 1406



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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare





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