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8 alimenti che tolgono la fame




Alcuni hanno un sapore gradevole, altri un po' meno. Alcuni li conosciamo, altri sono (insapettate) sorprese. Ma tutti hanno un denominatore comune: tolgono l'appetito e ci fanno mangiare di meno. Provare per credere?

Alcuni hanno un sapore gradevole, altri un po' meno. Alcuni li conosciamo, altri sono (insapettate) sorprese. Ma tutti hanno un denominatore comune: tolgono l'appetito e ci fanno mangiare di meno. Provare per credere?

E sebbene alcuni – vedi l’aceto – non abbiano un sapore gradevolissimo, altri sono invece assolutamente deliziosi, anche se alla fine svolgono comunque tutti la loro buona azione togli-appetito, facendovi mangiare meno. La cosa importante è consumarli e soprattutto farlo nel modo giusto (si possono aggiungere ai pasti principali come pure trasformare in snack), scegliendo l’alimento più gradito in questo elenco di otto, stilato dagli esperti del sito “Prevention”.

1 - Aceto

Quando si mangia un pasto ricco di carboidrati, il picco glicemico nel sangue dapprima schizza alle stelle e poi altrettanto rapidamente decresce, mandando in tilt il cervello, che viene così portato a credere che l’organismo abbia immediato bisogno di cibo. E’ la cosiddetta “risposta glicemica”, che potrebbe però essere ridotta del 30% aggiungendo una piccola quantità di aceto rosso al menu, come ha scoperto uno studio dell’Università di Milano. E va ancor meglio in termini di risposta percentuale con l’aceto di mele che, se assunto prima di una colazione a base di bagel e succo d’arancia (è stato il test condotto dall’Arizona State University), la fa scendere del 55%, mentre una ricerca giapponese ha quantificato la diminuzione fra il 20 e il 40% nel caso in cui l’aceto venga incluso in una salsa. Il segreto di questo magico potere spezza-fame dell’aceto (che vale sia per quello bianco e nero che per quello balsamico, di mele o di riso) si chiama acido acetico che, interferendo con la scomposizione degli amidi, rallenta la digestione dei carboidrati.

2 – Popcorn

Una porzione di popcorn – che in realtà è granturco scoppiato – copre il 70% della quota giornaliera di cereali e sazia a lungo. Ma le belle sorprese di questo semplice spuntino non sono finite: uno studio dell’Università di Scranton ha infatti dimostrato che il popcorn contiene gli stessi polifenoli antiossidanti di frutta e verdura, ritenuti un valido aiuto nello scongiurare malattie cardiache e croniche e alcune forme di cancro. Una sola accortezza: evitate la versione al microonde, piena di grassi, e optate per il peperoncino o la salsa tamari (una salsa di soia giapponese) come condimento al posto del sale.

3 – Pane a lievitazione naturale

Avete letto bene, parliamo proprio del nemico giurato di qualunque dieta. Ma quello a lievitazione naturale ha un quid in più rispetto ai demonizzati colleghi: ovvero, una combinazione di lievito di birra e bacilli che fermentano la pasta e le danno quell’inconfondibile “profumo del forno”, mentre l’acido lattico aiuta ad abbassare anche del 30% l’indice glicemico nel sangue che scatena il senso di fame (come comprovato da uno studio svedese).

4 – Peperoncino

Mezzo cucchiaino di peperoncino di Cayenna aggiunto ai pasti è sufficiente a garantirvi un valido effetto spezza appetito, aumentando al tempo stesso il dispendio energetico. Merito della capsaicina, che si esalta e svolge appieno la sua funzione di sopprimi-appetito nella versione in polvere, da preferire dunque a quella in capsule. Come detto in precedenza, questa spezia è ottima sui popcorn, ma la sua versatilità la rendono perfetta praticamente con qualunque cosa, dalla pasta agli stufati, dai fagioli alle salse.

5 – Burro d’arachidi

Il Nurses’ Health Study ha dimostrato che le donne che mangiano burro d’arachidi almeno cinque volte a settimana pesano circa 4,5 chilogrammi in meno di quelle che non ne fanno uso e hanno il 30% in meno di rischio di ammalarsi di diabete. Ma per ottenere un reale effetto sedativo sull’appetito che duri almeno un paio d’ore (come evidenziato da una ricerca della Purdue University) bisogna scegliere il prodotto in versione naturale: ovvero, arachidi, olio e giusto un pizzico di sale.

6 – Pistacchi

L’organismo ha difficoltà a digerire il grasso del pistacchio ed è proprio questo grasso che gli permette di tenere sotto controllo la fame. Altro indiscutibile vantaggio è dato dalle dimensioni ridotte: i pistacchi pesano infatti meno di noci, mandorle e nocciole, il che significa che se ne possono mangiare di più per lo stesso numero di calorie, mentre il fatto di doverli sgusciare prima di consumarli rallenta inevitabilmente il ritmo dello spuntino, dando così al vostro intestino il tempo di registrare che si sta alimentando.

7 – Avocado

Mezzo avocado al giorno toglie quasi metà fame di torno: a sostenerlo, uno studio della Loma Linda University, dove ad alcuni volontari è stato chiesto di consumare pranzi con o senza avocado e di registrare poi quanto si sentissero affamati nel resto della giornata. E i risultati hanno mostrato che i pasti con il caratteristico frutto riducevano del 40% il senso di fame dei partecipanti rispetto a quelli “avocado-free”.

8 – Olio d’oliva

Non c’è nulla come l’olio d’oliva per soddisfare l’appetito. Non a caso, il suo consumo regolare garantisce un apporto calorico inferiore di ben 175 calorie nell’arco di tre mesi rispetto ad altri grassi come burro, olio di colza o strutto. E stando a quanto pubblicato sul Journal of Clinical Nutrition, il segreto è nell’inconfondibile aroma che si sprigiona ogni qual volta lo si usa a crudo o per cucinare.

 di Simona Marchetti

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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare





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