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La Trance Dance per guarire




La danza in Trance non è una tecnica di movimento ma il fluire con la musica ed il ritmo, lasciando il corpo libero di esprimersi in modo che, muovendosi da solo, si riconnetta coi propri naturali ritmi interiori. È un’antichissima pratica di guarigione e trasformazione utilizzata da più di 30.000 anni. È una tecnica che permette di riconnettersi all’energia di Madre Terra.

Il danzatore scompare per diventare la danza stessa e libera un’energia impensabile creando l’esperienza estatica dell’essere presenti a se stesso, qui e ora. Mediante tecniche di respirazione consapevole, i ritmi delle percussioni ed il movimento corporeo, il danzatore altera la propria coscienza accedendo a realtà non ordinarie, dando spazio alla sua parte più intuitiva.

La Trance Dance permette di compiere un viaggio interiore, di assorbire l’energia vitale, di dialogare con la parte divina di ognuno, abbandonando tensioni, paure, modelli di comportamento e risvegliando la naturale capacità di auto-guarigione dell’essere umano.

Danzare è una delle più grandi gioie della vita. Nella Trance Dance si scompare nella danza stessa, nel ritmo, e si oltrepassano i confini limitanti dei cinque sensi fisici, ci si ricollega ad una dimensione della quale spesso si avverte l’esistenza ma che nello stato ordinario non si riesce a percepire. Mentre il corpo danza, l’anima viaggia e ricorda, libera dai limiti e dai vincoli della vita attuale permettendo allo Spirito di tornare “a casa” e iniziare l’esperienza della guarigione totale, della comunione col Tutto.

Si riscopre così la propria multidimensionalità di Essere Umano, capace di espandere la propria coscienza e guarire se stesso; dopo la danza ci si sente completamente rinnovati, pieni di energia e con una nuova luce negli occhi.

La Trance Dance si svolge ad occhi coperti e senza scarpe: è consigliabile un abbigliamento comodo, calze antisdrucciolo e una bandana per coprire gli occhi.

Fonte http://spaziobiodanza.it/

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PROBLEMI ALLA VISTA E POSTURA

I problemi alla vista e la postura

Sembrerebbe improbabile una correlazione fra denti e occhi, ma ricerche effettuate dimostrano il contrario. Un esempio classico è la capacità di accomodamento, ovvero la minima distanza di messa a fuoco di una matita. Fate questo semplice test.

Nella posizione eretta, con i piedi in posizione per voi comoda provate a vedere quanto riuscite ad avvicinare la matita al vostro naso senza far sdoppiare l'immagine e misurate la distanza fra naso e matita. Poi convergete il più possibile i piedi l'uno verso l'altro in modo da metterli in posizione per voi molto fastidiosa e riprovate: molti noteranno che non potranno avvicinare la matita come prima!

La contrazione muscolare anomala degli arti inferiori si è ripercossa per collegamento fra catene muscolari, fino ai muscoli oculari impedendone il normale funzionamento. In questi pazienti si può sospettare un affaticamento dei muscoli oculari indotto da alterazioni posturali

Si è visto che l'affaticamento alla visione e le forie, ovvero i piccoli strabismi compensati, risentono molto di tali contrazioni che possono benissimo essere indotte dal combaciamento dentale.

 

Se a ciò si aggiungoni i cosiddetti "torcicolli oculari" ossia atteggiamenti inclinati e/o ruotati del capo indotti dagli strabismi, ecco che il quadro si complica, ma soprattutto interagisce con i settori vicini, a.d esempio i denti e le cefalee

Gli occhi e la postura

Cosa c'entrano gli occhi con la postura?

C'entrano perché anche attraverso la vista il nostro cervello sa cosa è dritto e cosa è storto, e quindi quanto siamo dritti e quando siamo storti. In particolare il cervello confronta le informazioni visive che vengono dagli occhi con le informazioni che arrivano dai muscoli degli occhi, quindi quello che vediamo e la direzione del nostro sguardo. Queste informazioni, insieme a quelle che provengono da altre parti del corpo (muscoli, articolazioni, denti, orecchie, solo per citare le principali) servono appunto al cervello per capire quanto siamo dritti e quanto siamo storti e quindi, se necessario, mettere in atto delle manovre per correggere la postura. E' evidente quindi come sia importante controllare anche gli occhi quando siamo in presenza di una patologia posturale.

Come si fa?

Si fa una visita con un oculista o un ortottista che controllerà anche la situazione dei muscoli degli occhi e, soprattutto il loro rapporto con la postura.

Serve sempre fare un controllo visuo-posturale?

No, solo se il medico che sta valutando il nostro problema posturale avrà il sospetto che gli occhi possano avere un ruolo nella patologia.

E come fa a capirlo?

Con un test molto semplice: valuterà la nostra postura ad occhi aperti e ad occhi chiusi: normalmente la postura ad occhi chiusi peggiora, se dovesse migliorare si può sospettare che siamo in presenza di un problema del sistema visivo. In altre parole gli occhi, anziché migliorare il nostro assetto posturale lo disturbano.

E se c'è qualcosa che non va?

Allora l'oculista valuterà una eventuale modifica della correzione degli occhiali o, magari, ci consiglierà di fare qualche esercizio di ortottica: un po' di ginnastica per i muscoli degli occhi.

E chi porta gli occhiali?

Deve dirlo al medico che sta studiando la sua patologia posturale (e portare gli occhiali quando va a farsi visitare!). In questo modo sarà possibile effettuare la visita con e senza occhiali e valutare se questi ultimi possano condizionare il problema della postura.

I tra cardini da valutare per una postura corretta  sono gli occhi , l’occlusione e l’appoggio plantare , ragione per cui è sempre necessaria per una corretta valutazione una visita odontoiatrica  che valuti gnatologicamente  il corretto  bilanciamento delle arcate dentarie  durante la masticazione e non solo, ma anche una visita ortottica e posturale con attenzione alla dinamica dell'appoggio plantare





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